Le giostre di Cerano tornano, e tornano con il profumo di settembre e il ricordo di quelle sere che non si scordano.
Da venerdì 4 a martedì 8 settembre, dopo le otto di sera, l’ex spazio CVT si riaccende di luci, musica e voci.
Un ritorno atteso dopo l’incertezza dell’anno scorso, con qualche attrazione in meno, segno che i tempi cambiano e la ferita si rimargina piano. Ma lo spirito è quello di sempre.
C’è lo storico giostraio Bridio e tutti gli altri giostrai, messi sullo stesso livello, tutti pieni di passione, con la loro simpatia, energia, voglia di fare e di far divertire.
Mi viene in mente la Cerano degli anni Ottanta. Non era che il Beato fosse solo per i più grandi, semplicemente le giostre erano il momento dei giovani, senza gerarchie. Era il posto dove ci si ritrovava, dove anche i miei genitori, ceranesi doc, sentivano la festa come loro, perché lì il divertimento arrivava in paese.
Erano anche i pranzi luculliani delle famiglie, quelli che sembravano non finire mai.
E poi c’erano i momenti da batticuore sull’autopista. C’era molta solidarietà, era tutto un dire “vieni con me sull’autopista”, perché con un gettone c’era posto per due. Si scendeva in due, si rideva, e capitavano ragazze bellissime, carine, eleganti, e tra una curva e un giro succedeva quel piccolo imprevisto con la gonna che faceva battere il cuore. Un ricordo leggero, nostalgico, di quando eravamo ragazzi.
Poi il divertimento genuino della festa per tutti. Senza distinzioni, grandi e piccoli, giovani e famiglie, tutti insieme con la stessa voglia di stare in piazza e divertirsi.
Anche se oggi il dialetto si sente meno, questa festa può parlare ai giovani e a chi viene da fuori. È un momento per divertirsi tutti insieme, ed è per questo che serve usare le nuove tecnologie.
Un’idea che lancio è proprio questa: giovani, fate dei video TikTok dalle giostre, il più cliccato avrà un premio offerto dai giostrai.
E poi c’è l’altra cosa importante. Nel dare qualcosa, non solo nel guardare o nel criticare, facciamo vedere con i fatti. Magari uno dice, spendo anche qualche soldino in più, in maniera non così forte, ma un po’ fatto. Le giostre erano anche quei momenti dove la gente era più empatica, più generosa, ci si portava a vicenda alle giostre, perché era un momento di divertimento vero.
Oggi non siamo più giovani, non possiamo farci i vasconi tutta la sera, magari solo dei momenti, ma la festa del paese era sempre quel momento che prendeva la fine dell’estate, in un’estate ancora calda, e ti portava al ritorno sui banchi. Quello che ricordo della festa del paese è che capitava sempre con gli esami di recupero, dove poi ricominciava un anno e una nuova stagione.
Quindi divertiamoci, perché poi si torna alla vita di tutti i giorni.
Buona festa a tutti!
Un grazie finale al Comune di Cerano e all’assessore alla sicurezza Alessandro Albanese per aver reso possibile questo ritorno.
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