Si sono presentati come appartenenti alle forze dell’ordine e hanno convinto una donna di 76 anni che fosse necessario consegnare denaro e gioielli per collaborare a un’indagine su una rapina. In realtà era una truffa, messa in atto con la ormai nota tecnica del “finto carabiniere”. Il bottino, quasi un chilo di oggetti d’oro, è però rimasto nelle mani dei malviventi solo per poche ore: i carabinieri li hanno intercettati e arrestati mentre tentavano di allontanarsi lungo l’autostrada A26.
L’episodio è avvenuto nel pomeriggio del 28 agosto a Piedimulera, nel Verbano-Cusio-Ossola. A finire in manette sono stati due uomini di 39 e 31 anni, entrambi residenti in provincia di Varese, accusati di truffa aggravata in concorso.
La telefonata e la consegna dei gioielli
La messinscena è iniziata con una telefonata alla donna. I due truffatori, fingendosi carabinieri, le hanno raccontato che era necessario il suo aiuto nell’ambito di un’indagine relativa a una rapina. Per rendere più credibile la storia, le avrebbero fatto credere che fosse necessario raccogliere e consegnare alle forze dell’ordine il denaro e gli oggetti preziosi presenti in casa.
La 76enne, convinta di stare collaborando con i carabinieri, ha preparato i propri beni di valore. Poco dopo, i due uomini si sono presentati direttamente alla sua abitazione a bordo di un’auto e hanno ritirato il sacchetto che la donna aveva preparato.
All’interno c’erano 770 euro in contanti e ben 78 gioielli in oro, per un peso complessivo di circa 900 grammi. Un bottino ingente, ottenuto facendo leva sulla paura e sulla fiducia dell’anziana nelle forze dell’ordine.
L’allarme, l’inseguimento e il blitz sulla A26
La truffa, però, non è rimasta impunita. Le segnalazioni arrivate al numero unico di emergenza 112 per analoghi tentativi messi a segno nella zona hanno fatto scattare rapidamente le ricerche.
I militari dell’aliquota operativa della Compagnia dei carabinieri di Domodossola hanno raccolto gli elementi necessari per individuare il veicolo utilizzato dai sospetti e hanno predisposto i controlli sul territorio.
L’auto è stata intercettata lungo la strada statale 33 del Sempione. Da quel momento è iniziato l’inseguimento, terminato poco dopo sull’autostrada A26, dove i carabinieri sono riusciti a bloccare definitivamente la vettura.
A quel punto è scattata la perquisizione. I militari hanno controllato sia i due uomini sia l’automobile, trovando la refurtiva che era stata sottratta poco prima alla pensionata: i 770 euro in contanti e tutti i 78 monili d’oro, per un peso di circa 900 grammi.
Il recupero ha permesso di restituire integralmente i beni alla vittima. Dopo l’autorizzazione della magistratura, infatti, denaro e gioielli sono stati riconsegnati alla 76enne.
Arrestati in flagranza
I due uomini sono stati arrestati in flagranza con l’ipotesi di reato di truffa aggravata in concorso. Al termine delle operazioni sono stati condotti nelle camere di sicurezza della Compagnia dei carabinieri di Domodossola, dove sono rimasti a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.
Un intervento che ha consentito non solo di individuare rapidamente i presunti responsabili, ma anche di recuperare l’intero bottino prima che potesse essere fatto sparire o trasferito altrove.
Il monito dei carabinieri: “Nessuno verrà mai a casa vostra a ritirare soldi o gioielli”
L’Arma torna quindi a mettere in guardia soprattutto le persone anziane, spesso nel mirino di questo tipo di raggiri. La tecnica del falso carabiniere, così come quella del falso avvocato o del falso incidente stradale, punta proprio sulla capacità di creare in pochi minuti una situazione di forte allarme, inducendo la vittima ad agire senza avere il tempo di verificare quanto sta accadendo.












