«Le parole di Stefano Bonaccini sono gravi e inaccettabili. E non basta una spiegazione successiva per cancellare un giudizio che rischia di essere profondamente offensivo nei confronti di milioni di italiani». Lo dichiara Lara Magoni, eurodeputata di Fratelli d’Italia, intervenendo sulle dichiarazioni dell’esponente del Partito democratico relative al profilo degli elettori del centrodestra.
«Dire che la destra raccoglie maggiormente il voto di chi ha studiato meno, di chi vive nelle periferie, nelle aree interne o attraversa maggiori difficoltà economiche – sottolinea Magoni – significa costruire una rappresentazione classista e miope del Paese. Gli italiani non hanno bisogno di essere classificati sulla base del titolo di studio, del luogo in cui vivono o del loro reddito per vedere riconosciuta la dignità delle proprie scelte politiche».
«Chi vota Fratelli d’Italia – prosegue – può essere un operaio come un imprenditore, un insegnante come un agricoltore, un giovane che vive in periferia o un professionista che abita in centro. Il voto di ciascuno vale esattamente quanto quello di Bonaccini e di qualsiasi altro esponente politico. Questa è la democrazia».
Per Magoni, «il vero problema è che ancora una volta una parte della sinistra sembra incapace di accettare una realtà molto semplice: milioni di italiani scelgono il centrodestra non perché abbiano studiato poco o perché vivano lontano dai grandi centri, ma perché non condividono più le ricette e le priorità della sinistra».
«Se quello di Bonaccini voleva essere un ragionamento autocritico – conclude l’eurodeputata di FDI – allora sarebbe più utile partire dal rispetto per gli elettori. Meno lezioni sul perché gli italiani votano in un certo modo e più capacità di ascoltare ciò che gli italiani stanno dicendo attraverso il voto. Non esistono cittadini più intelligenti perché votano a sinistra e cittadini meno preparati perché scelgono la destra. Esistono cittadini liberi, che esercitano un diritto costituzionale e decidono autonomamente da chi vogliono essere rappresentati. E questo dovrebbe essere il primo principio che ogni forza politica, soprattutto quando perde consenso, dovrebbe avere ben presente».












