HomeCronaca"Il filtro dei contenuti" e la 'giungla' del social

“Il filtro dei contenuti” e la ‘giungla’ del social

“Egregio Direttore,

Le scrivo dalla notte dei tempi. Lei fa da filtro. Corregge, cestina, pubblica. Ma è sempre un filtro. Ed è un mestiere nobile.

La TV, col tempo, di filtri ne ha tolti molti. Il primo: quello della qualità. Poi competenza, cortesia e, molto spesso, educazione.

Il web è una vera giungla. Dove Facebook non toglie un profilo fake segnalato, con la foto di un personaggio famoso e il nome di un altro personaggio famoso. Non ho mai capito perché sui social non si imponga il documento per l’iscrizione. Forse perché la metà degli iscritti sparirebbe con questa pratica.

Comunque, il filtro dei contenuti ci vuole.

Oggi si prende con orario imposto di carica dei contenuti e conta dei numeri. I social e internet assomigliano sempre più alla TV e la TV vuole essere come i social. Abbiamo parlato per vent’anni di TV spazzatura e poi sono nati i social da quella spazzatura TV.

Tre regole per rendere i social meno giungla.

Primo: iscrizione con documento.
Secondo: massimo due profili per documento. Così puoi usare anche un nome di fantasia, ma sei riconoscibile dall’algoritmo e rintracciabile legalmente.
Terzo: più controllo e massimo un commento per post.

Sono regole elementari che forse dimezzerebbero i ricavi. Ecco perché non si faranno.

Poi ci sarebbe da mettere un limite al nudo e all’esibizionismo.

Tre fattori mi hanno fatto capire la mancanza di filtri:

Uno: la ragazza che chiede educazione nei commenti dopo aver postato il suo enorme sedere con le chiappe in primo piano.

Due: il fatto che su YouTube si trovino ancora video con bestemmie, dopo anni di segnalazioni.

Tre: che ormai ogni piccolo fatto viene messo sui social per cercare sponde. Ecco, la TV non deve più dare sponde al web. Deve tornare a fare TV, con i suoi filtri e i suoi canoni.

Il web forse ha dei filtri, ma molto spesso non li capisco. Censura alcune cose, altre no. Pure lì vale la legge dei grandi numeri.

Io preferisco il filtro.

Come per questa lettera: se è valida, va. Altrimenti no. Cestinata o cancellata.

Tanto sulla mia pagina Facebook la metterò lo stesso.

Sono complice anch’io, ma almeno ho il mio filtro… interno”.

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