Livorno, estate 2026. Allarme nazionale.
Non era uno short. Non era un hot-pants. Era un pantaloncino, di quelli normali, da caldo vero, quello che ti scioglie anche le idee. Poi si è seduta, e come succede a tutti i pantaloncini del mondo quando ti siedi, è diventato mini-mini.
Fine del reato. Anzi, inizio.
Perché certo, se poi ci aggiungi l’abbronzatura, la giovane età, il fatto che la vice sindaca è ancora in forma – cosa che in Italia sembra quasi una colpa – il gioco è fatto. Stile Pierino Colpisce Ancora, versione Consiglio Comunale.
Siamo fatti così, diciamocelo. Il nostro occhio è un geometra: appena vede due curve, parte subito a misurare i centimetri. Siamo il popolo del Basic Instinct.
Mi ricordo quando la Raggi era candidata sindaca, andò a una presentazione con una gonna normale, poi si sedette, accavallò le gambe e per Facebook divenne Sharon Stone. La febbre della gente.
E io lì a pensare: la prima cosa che mi chiedo quando vedo un sindaco è proprio il suo guardaroba? Ma dai.
Il caldo è caldo per tutti. Magari la riunione è stata improvvisata, magari è arrivata di corsa da un sopralluogo, magari non aveva il tempo di andare a fare il cambio d’abito istituzionale come Mattarella.
La bella politica era vestita non per l’occasione, ok. Poi si è seduta… e noi, pronti, subito a farci sogni e film da caserma.
Parliamoci chiaro: parliamo tanto di donne coperte, veli, libertà, poi come vediamo due cosce diventiamo tutti moralisti da pizzeria alle 23:00. Tutti teologi del decoro.
Certo, poteva mettere un velo sulle gambe. O fare come negli anni ’70 ma al contrario: allora uscivano vestite da suore e poi in discoteca si cambiavano da donne fatali. Lei doveva uscire da donna fatale e cambiarsi in bagno da suora per entrare in Comune. Sarebbe stato più istituzionale?
È una bella donna che ha la sfortuna di avere un bell’aspetto. Se era brutta, partivano le battute da caserma lo stesso, e le risatine da pugnale alla schiena. Non ne usciamo.
Il nostro problema col sesso non è mai risolto.
Su Facebook è partita la crociata. La Caccia al Pantaloncino. Commenti, processi, indignati speciali. Pensate quando andrà al mare, chiameranno l’ONU.
Certo, parliamo di cose serissime – buche, porto, turismo – poi passa una bella donna e finisce tutto. Giù con pensieri e congiure sessuali, come se due ginocchia potessero far cadere la giunta.
Non era un abbigliamento da alta politica, d’accordo. Ma non era neanche scandaloso da gridare alla Crociata del Centimetro.
Il caldo e l’epoca moderna ci hanno liberato da un’eccessiva etichetta, per fortuna. Ha portato molte più donne in politica, e meno male. Ormai ci sono sindaci in maniche di camicia, assessori smanicati, politici senza giacca e cravatta da vent’anni e nessuno dice nulla. E allora?
Io la assolvo.
Anzi, grazie al pantaloncino giusto che, con la seduta, ha rallegrato la seduta. Era giusto, è la seduta che lo ha reso leggendario.
Siamo sempre il popolo di Pierino e della commedia sexy all’italiana. Solo che prima si rideva in sala, ora si fa i moralisti sui social.
Complimenti, vice sindaca. Sei bella e sei brava. E se proprio vuoi, la prossima volta metti la gonna lunga leggera che piacciono tanto a noi antichi. Ma per me puoi venire anche in bermuda, basta che lavori bene.
Il resto sono solo fogne verbali che si aprono.












