HomeCronacaDieci anni di Sfera Ebbasta. Fenomenologia di una generazione incazzata

Dieci anni di Sfera Ebbasta. Fenomenologia di una generazione incazzata

Lo stadio San Siro Meazza per due serate di fila si è trasformato un club gigante con una scenografia pazzesca per dimensioni e imponenza raffigurante il Duomo e la Madonnina.

Uno spettacolo di oltre due ore in cui il primo attore è stato Sfera Ebbasta al secolo Gionata Boschetti da Cinisello Balsamo che ha voluto così celebrare i suoi 10 anni di carriera.

Almeno 120 mila persone (con la prima serata andata completamente sold out) hanno riempito un catino che ribolliva di un mix di sentimenti – difficilmente comprensibili inizialmente a chi come il sottoscritto ha ormai varcato la soglia dei 50 e che in tutta sincerità, sa poco o nulla della musica trap, più conosciuta per i fatti cronaca nera, che sovente sono collegati ad alcuni dei suoi interpreti – che andavano dall’incazzatura, sino la rabbia pura sino a tanto altro.

Lo dimostra il vaffanculo corale con tanto di dito medio alzato collettivamente che in una sua ritualità il popolo di Sfera Ebbasta ha urlato in apertura di concerto.

E vabbè così va il mondo verrebbe da dire una volta c’era “Urlando contro il cielo” del Liga o oggi c’è il Vaffa …. di Sfera.

Va detto che leggendo, o meglio cercando di conoscere, i testi di ‘canzoni’ che poco hanno a che fare con quanto ascoltavano le nostre generazioni, ci sarebbe da farsi prendere subito dal pregiudizio.

D’altronde, già le due frasi enormi che campeggiavano sul palco di San Siro ossia MONEY E GANG ben sintetizzavano la morale di fondo.

Ma è davvero, o meglio è solo questo, il filo conduttore che muove migliaia e migliaia di ragazzini delle generazioni Z e Alpha (ossia, quelli nati tra i primi anni Duemila per arrivare ai post 2010) che li porta seguire questi modelli? Perché loro Sfera, Geolier, Laza, Shiva e tutto il caravanserraglio che fatto ballare e letteralmente tremare San Siro a colpi di bassi e messaggi forti dritti come un pugno nello stomaco sostanzialmente sono figli di una medesima narrazione.

I ragazzi delle periferie, che fanno un po’ il verso alle banlieue francesi… il degrado, il riscatto, il rapporto conflittuale con quelle che loro chiamano ancora oggi le ‘guardie’ – ossia le forze dell’ordine – il sesso, la droga, il successo ostentato e facile che passa da un materialismo all’apparenza davvero pacchiano: i rolex daytona, le catenazze d’oro, i macchinoni, e lui Sfera che in un flash back all’indietro passa dai tempi in cui in cui bazzicava la stazione MM di Sesto Primo Maggio ad oggi dove si sposta in elicottero….

La prima parola che ti verrebbe in mente per sintetizzare tutto questo è una sola: forte, fortissimo disagio.

Disagio nell’ascoltare certi messaggi, ma ‘disagiati’ o complesso d’inferiorità che eventualmente devono avere questi ragazzi rispetto ad una società che vuole (o vorrebbe imporre) solo certi cliché.

Perchè “la fenomenologia di questa generazione Sfera” ci porterebbe a queste conclusioni. Che obiettivamente ci condurrebbero ad un giudizio piuttosto tranchant…..

Allora abbiamo provato ad andare oltre. Perché dire che chi ascolta la trap è solo un povero ‘disgraziato’ sarebbe semplice ma non sufficiente. E non ci aiuterebbe di sicuro a capire il perché.

C’è di più, molto di più, occorre scavare e comprender il fil rouge che unisce questa marea di ragazzi che mercoledì e giovedì sono arrivati a Milano da ogni parte d’Italia.

Perché guardandosi un po’ in giro notavi ragazzini che a mala pena avevano frequentato le medie, facce assolutamente pulite, niente a che vedere con i famigerati ‘Maranza’ (che pure ci saranno stati…) e quindi, la domanda sorgeva spontanea: ma che c’azzeccano con sta roba qua?

L’altra riflessione fin troppo evidente la cesura generazionale. Se ci sono cantanti anche delle nuove leve che uniscono anche gente un po’ più “âgée” qui è impossibile trovare un over 30. Perché qui si entra in un altro mondo. E se non hai le categorie per comprenderlo evidentemente o lo schifi a prescindere, oppure, stai fuori e basta.

Tornando allora alla domanda iniziale, nessuno ha la risposta in tasca. Di certo siamo davanti a generazioni di ragazzi molto incazzati e un po’ frustrati con questa società. Il loro modo di ‘combattere’ è diventato questo. Anche per quelli “tutti casa e studio” ma che debbono pur aver uno sfogo e lo trovano nella trap.

Occhio soltanto a non prender troppo alla lettera certi messaggi (*ma questo non riguarda Sfera quanto il mondo della trap in generale) perché poi ogni tanto – la cronaca ce lo insegna – qualcuno che spara o tira fuori il coltello per davvero non resta solo il testo di una canzone. Anzi.

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