Un verdetto che segna la fine di un’era. Per la prima volta dal 1993, la Lega non siederà tra i banchi del Consiglio Comunale di Trecate. Il responso delle urne per le elezioni amministrative del 2026 restituisce un quadro impietoso per il Carroccio locale, scatenando un’immediata e rovente polemica politica nel post-voto.
A gettare benzina sul fuoco è l’ex vicesindaco Alessandro Pasca, figura chiave della precedente amministrazione, che aveva lasciato il partito per sposare il movimento ispirato al generale Roberto Vannacci.
Pasca affida ai social una riflessione al vetriolo, che sa di sassolino tolto dalla scarpa e, insieme, di resa dei conti interna al centrodestra trecatese: «Vedo che la politica degli attacchi personali, maleducati e sconclusionati ha pagato molto: per la prima volta dal 1993 la Lega non avrà alcuna rappresentanza in Consiglio Comunale a Trecate. Sarà anche questa volta colpa mia?».
L’analisi del crollo: i dati del decennio
A supportare le parole dell’ex vicesindaco ci sono i numeri, che fotografano una parabola discendente verticale per la lista del Carroccio (presentatasi a questa tornata a sostegno del candidato Minera). L’infografica (vedi foto in evidenza) emersa nelle ultime ore fotografa tre passaggi elettorali cruciali nell’ultimo decennio a Trecate:
2016: La Lega Nord Piemont (a sostegno di Salvini) raccoglie 959 voti, pari al 10,96%.
2021: Nel pieno del consolidamento della giunta uscente, il partito tiene sul piano percentuale salendo all’11,31%, pur registrando una leggera flessione in termini assoluti (826 voti).
2026: Il tracollo. La lista “Lega – Minera Sindaco” dimezza i propri consensi sia in termini assoluti che percentuali, fermandosi a 448 voti e a un magro 5,53%. Una soglia insufficiente a garantire persino un singolo seggio in minoranza, decretando l’uscita di scena dello storico simbolo.
Gli scenari politici
Il risultato apre inevitabilmente una fase di profonda riflessione e probabile rifondazione per la sezione locale della Lega, rimasta schiacciata tra le dinamiche della coalizione e la fuga in avanti di correnti civiche e movimenti più radicali.
Dall’altra parte, la reazione di Alessandro Pasca formalizza una frattura che non è stata ricomposta in campagna elettorale e che ora rischia di ridefinire gli equilibri dell’opposizione (o del posizionamento della destra) sul territorio.
La domanda retorica di Pasca sposta il baricentro delle responsabilità sui vertici e sulla strategia comunicativa adottata dal partito a Trecate, accusato di aver preferito lo scontro personale al confronto programmatico.
Resta da capire come risponderanno i vertici provinciali del partito a un dato storico che, inevitabilmente, lascia un vuoto di rappresentanza pesante in uno dei comuni più importanti del Novarese.















