“๐๐ ๐ฆ๐๐๐ ๐ฃ๐๐๐ก๐ ๐ก๐ข๐ก ๐โ ๐จ๐ก ๐๐๐ง๐ง๐๐๐๐๐ข. ๐โ ๐จ๐ก ๐๐๐ง๐ง๐ข ๐ฃ๐ข๐๐๐ง๐๐๐ข (che non appartiene solo ad una parte) Non ci si puรฒ nascondere dietro una procedura amministrativa. E non ci si puรฒ sottrarre al confronto con i propri concittadini.
Non mi era mai capitato di vedere una sala consiliare cosรฌ piena. E non รจ giusto dire che chi era lo fosse solo per dire semplicemente. โNoโ ai Data Center. Quello che ho visto era il segnale di un disagio reale su come questa vicenda รจ arrivata in cittร . Troppe cose apprese tardi, troppo poco spazio per capire, troppo poco tempo per discutere. Un progetto di questa portata non puรฒ piombare su una comunitร come un fatto compiuto.
Magentini di cui riconosco sguardi e nomi con domande, dubbi, perplessitร e preoccupazioni su un intervento che potrebbe incidere in modo significativo sul futuro della nostra cittร .
Come sarร davvero? A che punto siamo? Si puรฒ ancora fermare? Cosa si puรฒ fare? E soprattutto: cosa intendono fare le istituzioni che governano Magenta? Ci saranno davvero dei vantaggi e per chi? Sono queste le domande che si respiravano nella sala.
Dopo una partecipazione cosรฌ ampia, il Sindaco e la giunta non possono, a mio giudizio, limitarsi ad attendere lโesito della VIA al Ministero a Roma (a quel tempo potrebbe essere giร cambiata lโAmministrazione?) e procedere come se nulla fosse accaduto.
Ha il dovere politico di spiegare ai cittadini quale futuro immagina per Magenta e perchรฉ ritiene che questa scelta sia quella giusta. Se non lo farร si dimostrerร indifferente e non รจ un segnale positivo positivo per la comunitร โฆ e non si spiegherebbe neppure quellโansia sensazionale di sventolare lโassegno di 13 milioni di euro con tanto di conferenza stampa.
La VIA farร il suo corso, e speriamo che vengano considerate le tante osservazioni che i cittadini stanno depositando e che abbiamo depositato come Partito Democratico, su questo vedendo anche altri casi, siamo fiduciosi.
Ma la questione non รจ soltanto tecnica o procedurale. ร politica.
Quando vengono presentati benefici economici rilevanti come motivazione a sostegno di un progetto (lโassegno sventolato), รจ giusto che la cittร comprenda fino in fondo quali siano i vantaggi attesi, quali i costi reali, quali le conseguenze per la salute, per lโambiente, per la qualitร della vita. La convenzione che verrร sottoscritta produrrร effetti destinati a incidere sul territorio per molti anni e, per alcuni aspetti, difficilmente reversibili.
E allora lo diciamo con chiarezza: non siamo contrari alla tecnologia, non siamo contrari allo sviluppo. Ma siamo contrari a questo Data Center, in queste condizioni, con queste garanzie insufficienti, in questo territorio. Un progetto che a nostro giudizio pare non tutelare adeguatamente i cittadini, che non tiene conto di chi gli vivrร accanto, e non ha previsto un coinvolgimento reale della comunitร , un progetto cosรฌ non รจ sviluppo.
Ed รจ qui che entra in gioco un principio fondamentale della nostra democrazia, quello della sussidiarietร :
ยซStato, Regioni, Cittร metropolitane, Province e Comuni favoriscono lโautonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attivitร di interesse generaleยป (art. 118, quarto comma, Costituzione italiana).
Le istituzioni non possono ignorare le comunitร locali quando sono in gioco decisioni che incidono sul loro futuro. La politica ha il compito di decidere, certo. Ma ha anche il dovere di ascoltare, coinvolgere e rendere partecipi i cittadini, le associazioni e i corpi intermedi che ogni giorno vivono e si prendono cura del territorio.
ร lo stesso principio che Papa Leone XIV richiama nella Magnifica Humanitas: le decisioni devono essere assunte il piรน vicino possibile alle persone coinvolte e le comunitร non devono essere sostituite, ma sostenute e valorizzate.
Per questo il tema del Data Center non riguarda soltanto la legittimitร amministrativa o la sostenibilitร tecnica del progetto. Riguarda la qualitร della nostra democrazia e il futuro della nostra comunitร .
Nessuno puรฒ sapere oggi quale sarร lโesito finale di questa vicenda. Ma una cosa รจ certa: ieri sera Magenta ha dimostrato di voler essere protagonista delle scelte che la riguardano.
E una comunitร che chiede di partecipare non รจ un problema da aggirare. ร una voce da ascoltare ancora, al piรน presto e soprattuto deve farlo chi governa”.
A cura di Enzo Salvaggio, Consigliere comunale del PD ed ex Assessore al Territorio dell’Amministrazione di Marco Invernizzi















