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Quando la storia si fa futuro: il “4 Giugno dei Ragazzi” riaccende la memoria di Magenta

Come tutti gli anni le scolaresche sotto la guida di Pietro Pierrettori, presidente della Pro Loco, nonché, consumato Cicerone, hanno i ripercorso i luoghi della Battaglia risorgimentale

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Se c’è un modo per rendere immortale il sacrificio di chi lottò per la libertà, è affidarlo agli occhi e ai passi di chi quella libertà la sta ereditando.

Ieri, nel giorno esatto in cui la città ricordava il 167° anniversario della storica Battaglia Risorgimentale del 4 giugno 1859, le strade del centro si sono riempite non solo di memoria, ma di futuro. È andato in scena il tradizionale “4 giugno dei ragazzi”, un’iniziativa che ha visto come protagonisti assoluti gli allievi delle scuole primarie della città con la regia della Pro Loco e dell’Amministrazione cittadina.

Un viaggio nel tempo tra le vie della città

Non la solita lezione teorica tra i banchi, ma un’esperienza viva e pulsante con Pietro Pierrettori a far da Cicerone. I giovani studenti magentini hanno ripercorso i luoghi simbolo del feroce scontro risorgimentale, trasformando la città in un grande libro di storia a cielo aperto. Da Casa Giacobbe al Monumento all’Ossario, i ragazzi hanno potuto calpestare lo stesso suolo che cambiò i destini dell’Italia e dell’intera Europa, comprendendo da vicino come i monumenti che incrociano ogni giorno non siano semplici blocchi di pietra, ma custodi di racconti straordinari.

Capire il presente attraverso il sacrificio del passato

È stata un’occasione bellissima e toccante per parlare ai futuri cittadini della Storia con la “S” maiuscola. Quella stessa Storia che è passata proprio da qui, sotto le finestre delle nostre case, e che è costata il sacrificio e il sangue di migliaia di giovani soldati francesi, alleati piemontesi e austriaci. Spiegare ai bambini il prezzo di ciò di cui oggi godiamo quotidianamente – la libertà, la democrazia, l’unità – è il modo più autentico per coltivare la cittadinanza attiva e il rispetto per le proprie radici.

La solidarietà che attraversa i secoli

Oltre alle strategie militari e al ricordo del famoso colore “magenta” nato proprio da quel fango e da quel sangue, ai ragazzi è stato trasmesso il valore più grande della comunità magentina di allora: la solidarietà dei civili che aprirono le porte delle proprie case per curare i feriti di ogni fazione, senza distinzione di divisa.

Il “4 giugno dei ragazzi” si conferma così il cuore pulsante e più significativo delle celebrazioni del Giugno Magentino.

La scommessa, vinta ancora una volta, è semplice ma cruciale: fare in modo che la memoria non diventi polvere, ma rimanga un legame vivo che unisce chi c’era ieri a chi guiderà la Magenta di domani.

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