E’ stato condannato a 9 anni e 4
mesi di reclusione, con rito abbreviato, Randi Martinez
Despaigne, 28enne cubano, imputato per l’omicidio del 13enne
Hazem Ahmed, avvenuto nel maggio dello scorso anno in viale
Vittorio Veneto, a Milano, al culmine di una lite durante una
compravendita di droga in pieno pomeriggio. Lo ha deciso la gup
Francesca Ballesi, a seguito delle indagini dei carabinieri,
coordinate dalla pm Francesca Crupi.
Il ragazzo era morto dopo due settimane di ricovero in
ospedale per una grave ferita al costato e un polmone perforato
per via di più coltellate. La giudice, con la sentenza con lo
sconto di un terzo per il rito, ha confermato il capo di
imputazione, ossia l’accusa di omicidio volontario, ma ha fatto
cadere l’aggravante della minore età della vittima per un
“errore scusabile” – ossia l’uomo non poteva sapere che fosse
così giovane anche per il suo aspetto – e ha riconosciuto
all’imputato anche le attenuanti generiche.
La difesa, con l’avvocato Lamberto Rongo, aveva sostenuto che
l’omicidio era avvenuto in un contesto di compravendita di
hashish, con “ruolo di acquirente” da parte del proprio
assistito, facendo presente che l’imputato aveva “neutralizzato
un colpo assestatogli dalla vittima, parandolo con la mano, e
per questo subendo un taglio al palmo della stessa”. Poi,
“impossessatosi dello stesso coltello, aveva colpito la
vittima”. La difesa aveva puntato principalmente sulla legittima
difesa e sull’omicidio preterintenzionale, anche nella forma
dell’eccesso colposo e “in subordine sull’attenuante della
provocazione”.
Oltre a riconoscere l’omicidio come volontario, seppur nel
minimo della pena (la pm aveva chiesto 10 anni e 10 mesi), la
giudice ha stabilito provvisionali di risarcimento per i
familiari della vittima. La notte stessa dell’accoltellamento i
carabinieri avevano identificato e rintracciato l’aggressore,
anche grazie alle testimonianze raccolte e alla visione dei
filmati delle telecamere di sorveglianza. A incastrarlo era
stata una ferita alla mano destra.














