C’รจ anche il Piemonte nell’elenco delle regioni italiane da cui sarebbero partite spedizioni di materiali per uso militare a Israele dopo l’ottobre del 2023 e
l’inizio dell’attacco a Gaza, con un asserito aggiramento di
norme nazionali e internazionali.
E’ quanto si legge in un dossier messo a punto da un gruppo di associazioni Pro Pal che รจ cominciato a circolare su siti di area anarchica e antagonista.
Il documento elenca nei dettagli 416 spedizioni e l’invio di
224 chilotonnellate di carburante “originato in Italia” (si
parla anche di veri e propri trasferimenti clandestini di
greggio). I dati sarebbero stati reperiti attraverso un’analisi
delle fatture di esportazione.
Il Piemonte vi compare per “8 spedizioni aeree”, fra 2024 e il 2025, gestite dall’Aeronautica militare e da Leonardo, che ha una sede a Torino, ma in questo
caso opera da Cameri (Novara), dove รจ presente un aeroporto
militare. Si tratterebbe di “componenti per le comunicazioni
radio e l’elaborazione dei segnali elettromagnetici” da
destinare a un centro israeliano per la “guerra elettronica”.
Leonardo รจ l’unica azienda piemontese tracciata nel dossier.
Gli estensori del documento auspicano una mobilitazione della
societร civile e al mondo del lavoro con una “azione strategica
sostenuta, capace di imporre costi politici e materiali reali
alla macchina bellica nonchรฉ cambiamenti concreti al governo
italiano” come, per esempio, un embargo totale sulle armi,
l’interruzione della fornitura di greggio e gasolio a scopo
militare, la cancellazione completa del memorandum
Italia-Israele.
La ricerca รจ stata svolta da People’s Embargo for Palestine,
Giovani Palestinesi d’Italia, Palestinian Youth Movement, e The
Weapon Watch in collaborazione con il European Legal Support
Center.














