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Maxi processo ‘Hydra’ su alleanza tra mafie, slitta deposito delle motivazioni

Da gup Milano proroga di 90 giorni. Condanne fino a 16 anni in abbreviato

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E’ stato prorogato il deposito delle motivazioni, che era fissato per questi giorni, della sentenza del 12 gennaio scorso del gup di Milano Emanuele
Mancini nel maxi processo “Hydra” sulla presunta alleanza tra
esponenti di Cosa Nostra, camorra e ‘ndrangheta per fare affari
in Lombardia.

Giudice che aveva condannato con rito abbreviato
62 imputati a pene fino a 16 anni di reclusione e che ne aveva
mandati a processo altri 45 nel maxi procedimento a carico di
145 persone in totale, scaturito dall’inchiesta della Dda
milanese e dei carabinieri del Nucleo investigativo.

Il giudice, data la complessità del procedimento e della
stesura delle motivazioni, ha disposto una proroga di 90 giorni
e, dunque, fino a luglio. Nel frattempo, il processo con rito
ordinario a carico degli oltre 40 imputati, davanti all’ottava
sezione penale, riprenderà il 30 aprile, dopo che sono stati già
depositati alcuni verbali dei pentiti – cinque in totale tra
indagini e processi – che hanno reso dichiarazioni anche sui
rapporti con la politica (passaggi di atti omissati) agli
investigatori e ai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane,
col coordinamento del procuratore Marcello Viola.

La pena più alta, 16 anni di carcere, era stata inflitta nel
processo abbreviato a Massimo Rosi, considerato esponente di
vertice della ‘ndrangheta. Degli 80 imputati in abbreviato 18
sono stati assolti. Nove hanno patteggiato. Undici imputati sono
stati prosciolti in udienza preliminare.

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