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Magenta stamani ha salutato Adriano Porta

Un uomo che amava il suo lavoro e oltre modo la sua città. Il suo negozio un luogo che ha contribuito a costruire la nostra Polis

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Lasciatecelo dire senza falsi infingimenti; francamente ci saremmo attesi un po’ più gente stamani nella Basilica di San Martino per tributare l’ultimo doveroso saluto ad Adriano Porta, un uomo che ha scritto la storia della nostra Città, quanto meno, sotto il profilo commerciale, attraverso la sua indefessa attività lavorativa, grazie a quella Pasticceria Caffetteria Confetteria (e tanto altro ancora) che ha dato lustro non solo alla Via Roma ma più in generale a Magenta.

D’altronde, il suo regno delle ‘cose buone’ dai Biscotti che portavano proprio il nome della Città della Battaglia per continuare con un dolce – la cui ricetta era segretissima – dedicato a sua volta a quella che è stata la sua Urbe, e potremmo andare avanti a lungo, è stato davvero più di un simbolo. Ma tant’è. L’importante è che raccolti in preghiera tra le imponenti navate della Basilica ci fossero, quelli che da sempre hanno nutrito sentimenti di amicizia e sincera stima per il Signor Adriano. Collaboratori da una vita, conoscenti, amici veri.

Certo la giornata lavorativa, per giunta a ridosso della ripresa dopo il lungo ponte pasquale, non ha agevolato la partecipazione. Però, va anche detto che in questa società che va sempre più di corsa e che ha sempre qualcosa da fare, quelli che hanno potuto, – quanto meno per un saluto frettoloso se non per l’intera omelia funebre – hanno voluto esserci. Perché era giusto così.

Dopo le letture – una di queste letta proprio da Silvia Minardi, una cara amica e frequentatrice del negozio dell’Adriano – e il Vangelo, le parole di conforto per la famiglia da parte di Don Federico.

Il Parroco ha voluto ricordare al meglio la figura di Adriano. Intrecciando passi della Sacra Scrittura con la vita di Adriano dedita al lavoro, che era il suo mondo, una realtà che per lui andava ben oltre l’ambito professionale.

Tra le panche della Basilica abbiamo notato, e questo è certamente fonte di consolazione, praticamente la stragrande maggioranza dei commercianti della via Roma (la ‘Sua’ via), così come vicini di casa, amici, persone che amavano ritrovarsi in quella bottega anche solo per un caffè.

Ma quel caffè con il suo gesto, la sua ritualità, avevano un valore che tralasciava l’ambito materiale per diventare invece presupposto di relazione, la base cui strutturare i legami su cui poggia, o per meglio dire, dovrebbe poggiare una comunità.

Adriano Porta in questo con le sue battute a volte irriverenti e con quel sorriso beffardo, ha fatto la sua parte anche in questo. Ha contribuito e non poco alla costruzione di quel concetto di Polis che oggi viene via disgregato dalla fretta, dai “non luoghi” che amiamo frequentare e da un mondo che è sempre più virtuale e sempre meno reale.
Fai buon viaggio Adriano.

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