Non era previsto che i tempi fossero così serrati, ma il destino editoriale ha le sue rotte imprevedibili. Dopo averci trasportato nelle atmosfere avvincenti del fantasy con “La figlia della luna rossa” un’opera dove il potere femminile e l’intrigo tengono i lettori con il fiato sospeso, Marcello Stoppa Corona torna in libreria con un progetto diametralmente opposto, ma altrettanto magico: “Storie del bosco”. Se nel primo libro erano le donne a guidare trame e risoluzioni, qui la parola passa a chi il bosco lo abita davvero.
Molti conoscono Marcello prima di tutto come fotografo naturalistico. Non è raro incrociarlo lungo i sentieri del Parco del Ticino, mimetizzato tra la vegetazione con la sua attrezzatura, in attesa del momento perfetto. È proprio da questa “caccia fotografica” fatta di pazienza e silenzio che Marcello ha imparato a decifrare il carattere degli animali. Dall’osservazione attenta sono nate diciannove fiabe brevi, dove i protagonisti non sono semplici figure di fantasia, ma creature che ci insegnano il valore profondo della vita e il rispetto per la natura. Sono storie che, letteralmente, nascono nel bosco e per il bosco.
C’è una frase iconica dell’autore che racchiude l’anima di questa raccolta: “Quando l’uomo smette di parlare, il fiume inizia a raccontare le storie del bosco. Se guardassimo con gli occhi di un bambino, vedremmo l’incanto, e se ascoltassimo con il cuore di un adulto ne capiremmo i segreti.”
È un invito a rallentare, a spogliarsi della frenesia moderna per tornare a una connessione ancestrale con l’ambiente che ci circonda.
Il libro non è solo un piacere per la mente, ma anche per gli occhi. La copertina e le tavole interne sono veri e propri capolavori firmati da Claudio Jaccarino, il “filosofo pittore” che ha sposato il progetto con entusiasmo, traducendo in immagini la sensibilità dei testi. Un’opera resa possibile anche grazie alla visione di Luca Malini della casa editrice La Memoria del Mondo, che ha creduto fortemente nel valore educativo e poetico di queste pagine.
Tra le pagine facciamo amicizia con una vera e propria comunità animale: Il Capriolo Guizzo, la Poiana Penelope, Cosimo il cormorano mangione, Nerofumo, la gazza Lupin e molti altri abitanti del Parco del Ticino che interagiscono tra loro, svelando dinamiche che, pur essendo animali, parlano molto anche a noi umani.
“Storie del bosco” ci ricorda che la natura non è solo un fondale, ma una narratrice instancabile. Basta solo saper tendere l’orecchio e, come suggerisce Marcello, guardare il mondo con quel pizzico di stupore che solo i bambini sanno conservare.
















