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Varese: è il lupo, ma niente panico. Conferma dal Dna sulle pecore sbranate alla Rasa

Nessun dubbio: a colpire il gregge alla Rasa, alla fine dello scorso febbraio, è stato un lupo. A stabilirlo con certezza sono gli esiti delle analisi genetiche effettuate sui campioni salivari prelevati dalle ferite degli undici ovini uccisi. Il sospetto era già forte fin dai primi rilievi, ma ora è arrivata la conferma scientifica: il Dna non lascia spazio a interpretazioni.

L’attività investigativa è stata condotta dalla Polizia ittico-venatoria della Provincia di Varese, che ha seguito il caso come una vera e propria indagine sul campo. Oltre al campionamento biologico, sono state installate anche alcune fototrappole nell’area dell’attacco, nel tentativo di monitorare eventuali movimenti del predatore. Tuttavia, in questo caso, le telecamere non hanno registrato ulteriori passaggi di lupi nella zona.

«Le modalità dell’attacco e il tipo di ferite riscontrate facevano già pensare al lupo – spiega Francesco Miglierina, responsabile della Polizia ittico-venatoria provinciale – ma oggi abbiamo la certezza grazie alle analisi molecolari». Le tracce genetiche rinvenute sulle carcasse hanno infatti confermato in modo inequivocabile la presenza del predatore.

L’episodio ha colpito duramente l’allevatrice Greta Grisoni, che ha perso undici capi tra pecore adulte e agnelli, vedendo ridursi drasticamente il proprio gregge. Una volta accertata la responsabilità del lupo, è stata avviata la procedura per l’accesso agli indennizzi previsti da Regione Lombardia, insieme a un supporto tecnico per migliorare le misure di protezione degli allevamenti.

Parallelamente, la Provincia sta valutando un potenziamento delle attività di monitoraggio sul territorio, attraverso l’utilizzo di fototrappole e la raccolta sistematica di campioni utili a individuare la presenza della specie. Le segnalazioni di eventuali avvistamenti possono essere effettuate contattando il numero unico di emergenza 112 oppure la Polizia provinciale.

Ma il messaggio delle istituzioni è chiaro: attenzione sì, allarmismo no. La presenza del lupo, anche in aree vicine ai centri abitati o in contesti naturali frequentati dall’uomo, non deve generare paura ingiustificata.

Gli esperti ricordano che si tratta di un animale selvatico elusivo, che tende a evitare il contatto con l’uomo. È però fondamentale adottare comportamenti corretti e informarsi da fonti affidabili, evitando di alimentare confusione, anche alla luce delle numerose segnalazioni imprecise che circolano sui social, dove spesso vengono scambiati per lupi esemplari di cane lupo cecoslovacco.

In provincia di Varese, la presenza del lupo non rappresenta una novità assoluta: come confermato dallo zoologo dell’Università dell’Insubria Adriano Martinoli, le prime segnalazioni risalgono al 2012, sebbene si tratti prevalentemente di individui solitari. Solo con la formazione di branchi stabili si può parlare di una presenza strutturata sul territorio.

Convivenza e prevenzione, dunque, sono le parole chiave: conoscere il fenomeno è il primo passo per gestirlo senza paure, ma con consapevolezza.

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