E’ stata dimessa ieri pomeriggio dall’ospedale Chiara Mocchi, la prof accoltellata mercoledì scorso a Trescore Balneario a scuola da un suo
studente 13enne. La docente, 57 anni, di Berzo San Fermo, era
ricoverata al Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
“La mattina del 25 marzo 2026, davanti alla mia aula, un mio alunno tredicenne – confuso, trascinato e ‘indottrinato’ dai social – mi ha colpita all’improvviso,
ripetutamente al collo e al torace con un pugnale”.
Chiara Mocchi, la professoressa di francese di Trescore Balneario (Bergamo) ricostruisce così in una lettera dettata “con voce flebile” al suo legale, Angelo
Lino Murtas, l’aggressione di cui è stata vittima lo scorso mercoledì.
A salvarla – racconta – è stato “solo il coraggio immenso di un altro
mio alunno: ‘E.’, anche lui tredicenne, che mi ha invece difesa
rischiando la sua stessa vita” e ha così “impedito il peggio”.
La docente di francese di Trescore Balneario “non ha assolutamente alcun sentimento di rancore, nessuna rabbia e nessun odio” verso l’alunno di 13 anni che il 25 marzo l’ha accoltellata fuori dall’aula prima dell’inizio delle lezioni.
La 57enne “parla più di ponti che di muri da erigere, vuole che questo
messaggio negativissimo che c’è stato si trasformi in un messaggio
positivo”, spiega all’Adnkronos il legale della vittima, Angelo Lino
Murtas. Un cambio di prospettiva possibile innanzitutto spostando
l’attenzione dall’aggressore al coetaneo “che lo ha affrontato e l’ha
aiutata a salvarsi. Questo ragazzo coraggioso è un esempio”,
sottolinea l’avvocato Murtas, auspicando che il 13enne venga premiato.

















