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Abbiategrasso, il caso della scuola d’infanzia: incontro in doppia lingua italiano-arabo scatena la protesta di un genitore

Un padre denuncia: “Bambini di 3 anni confusi da lezioni bilingue. Costretti a tenerli a casa”

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Scoppia la polemica in una scuola dell’infanzia di via Papa Giovanni XXIII, dove un’iniziativa didattica dedicata all’Egitto, prevista per venerdì 20 marzo, ha sollevato la dura protesta di alcune famiglie. Al centro del caso, la scelta di organizzare l’incontro con una mediatrice culturale araba utilizzando una doppia lingua: italiano e arabo.

A denunciare la situazione è Daniele Morani, padre di un bambino di tre anni iscritto al primo anno, che insieme alla moglie ha deciso di non far partecipare il figlio all’attività.

“Non abbiamo nulla contro la cultura egiziana o araba – chiarisce – ma riteniamo profondamente sbagliato proporre contenuti in doppia lingua a bambini così piccoli, che stanno ancora imparando a parlare correttamente l’italiano”.

Secondo il genitore, infatti, l’età dei bambini coinvolti rende l’iniziativa non solo poco utile, ma potenzialmente dannosa per lo sviluppo linguistico: “Nostro figlio sta iniziando ora a costruire le prime frasi, con fatica. Ogni giorno lavoriamo tra casa e scuola per aiutarlo. Inserire parole e suoni in un’altra lingua rischia solo di creare confusione”.

Una posizione netta, che – precisa – non ha nulla a che fare con discriminazioni: “Mia moglie è straniera e in casa parliamo esclusivamente italiano proprio per favorire l’apprendimento. Questa non è integrazione: l’integrazione passa dall’insegnare bene l’italiano, soprattutto a questa età”.

Ma la protesta riguarda anche un altro aspetto organizzativo: l’assenza di alternative per i bambini che non parteciperanno all’incontro. “Saremo costretti a prendere permessi di lavoro per tenere nostro figlio a casa – denuncia Morani –. La scuola dovrebbe supportare le famiglie, non metterle in difficoltà con iniziative divisive e senza soluzioni alternative”.

Un caso che riaccende il dibattito sul ruolo della scuola dell’infanzia, tra apertura culturale e priorità educative. E ad Abbiategrasso, la questione è tutt’altro che chiusa.

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