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Rogoredo: altri 2 poliziotti indagati nell’inchiesta su Cinturrino

'Cinturrino premedito' omicidio, prese 2 a martellate'

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Altri due agenti della polizia di Stato sono indagati nell’inchiesta su Carmelo Cinturrino, il 41enne in carcere per l’omicidio di Abderrahim Mansouri avvenuto il 26 gennaio a Rogoredo colpito durante un’operazione nel ‘boschetto della droga’.

Si tratta di due poliziotti che prestavano servizio sempre al Commissariato Mecenate di Milano: le iscrizioni sul registro degli indagati del pm Giovanni Tarzia e del Procuratore Marcello Viola sono legate a una richiesta di incidente probatorio per sentire pusher e tossicodipendenti che hanno accusato l’assistente capo di pestaggi e ricatti. Salgono complessivamente a 7 gli indagati del fascicolo, inclusi i 4 colleghi già accusati di favoreggiamento e omissione di soccorso per aver coperto Cinturrino nel corso delle prime settimane dai fatti, prima di confessare durante gli interrogatori.

Minacce a Mansouri prima di ucciderlo,
martellate su due uomini, spaccio di droga, richieste di denaro
aii pusher. E’ lungo e caratterizzato da accuse gravissime, in
particolare per un uomo che veste la divisa della Polizia di
Stato, l’elenco di accuse che il procuratore Marcello Viola e il
pm Giovanni Tarzia mettono in fila nel documento che dispone
l’incidente probatorio.

Un’attivita’ necessaria, per gli inquirenti, al fine di ‘fissare’ la prova che altrimenti sarebbe a rischio visto il contesto delicato in cui si e’ formata, in
particolare con l’ascolto di alcuni testimoni con delle
fragilita’. “C’e’ fondato motivo di ritenere” che le persone
indicate dai pm “non potranno essere esaminate nel corso del
dibattimento, o comunque che la loro escussione in tale sede
risultera’ particolarmente difficoltosa, trattandosi di soggetti
allo stato privi di stabile dimora sul territorio nazionale od
attualmente sottoposti a regime detentivo, circostanze che
rendono incerta la loro futura reperibilita’. Alcuni, peraltro,
proprio in ragione delle loro condizioni personali e giuridiche,
risultano concretamente esposte al rischio di espulsione dal
territorio dello Stato”.

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