HomeCronacaMilano, la difesa del tramviere: 'non era al telefono al momento dell'impatto'

Milano, la difesa del tramviere: ‘non era al telefono al momento dell’impatto’

“Al momento dell’impatto posso escludere che fosse al telefono”: così ha detto ieri Mirko Mazzali, uno dei difensori del tranviere indagato per il deragliamento
del tramlink dello scorso 27 febbraio a MILANO. Il legale ha
affermato ciò alla luce delle prime analisi da parte degli
inquirenti sul telefono “che oggi gli verrà restituito. Non c’è
stato traffico dati nel momento in cui è avvenuto l’incidente”.

“Si ricorda prima della fermata che ha
saltato e poi l’impatto. Ha saltato la fermata perché e svenuto. Ha
assolutamente dei ‘buchi’, non ricorda bene quanto accaduto dopo il
malore”. Lo afferma l’avvocato Mirko Mazzali, legale del tranviere
indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose,
convocato per essere interrogato in Procura a MILANO sul deragliamento
del tram della lina 9 dello scorso 27 febbraio in cui hanno perso la
vita due persone. Proprio per le condizioni fisiche non ancora
ottimali, il sessantenne dipendente dell’Atm ha deciso di avvalersi
della facoltà di non rispondere.

L’uomo ha ribadito ai propri difensori di essersi fatto male a inizio
turno quando, “alla presenza del collega che aveva finito il turno”,
ha urtato l’alluce del piede sinistro caricando la carrozzina di un
disabile. Il dolore sarebbe cresciuto piano piano, fino a diventare
fortissimo tanto da avere una sorta di mancamento. La sincope
vasovagale, diagnosticata al Niguarda, sarebbe alla base del salto
della fermata in viale Vittorio Veneto e del mancato scambio che ha
portato il tramlink a girare a sinistra finendo la corsa contro un
palazzo.

“Il medico dell’ospedale riconosce il malore , questa connessione con
quanto accaduto prima la faremo accertare anche a un nostro medico
legale a cui ci rivolgeremo per una consulenza” chiosa l’avvocato
Mazzali.

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