Le Olimpiadi Milano Cortina hanno registrato un milione e 300mila biglietti venduti, circa l’88% della capacità complessiva, «un numero più alto delle nostre aspettative». In attesa che questa sera cali il sipario sulla XXV edizione dei Giochi invernali, con la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona, a Milano si tirano già le somme dell’evento.
Protagonisti dell’ultimo incontro con la stampa sono stati il presidente di Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, e l’amministratore delegato Andrea Varnier, che hanno tracciato un bilancio nel corso dell’ultima giornata dei Giochi Invernali: «Poco prima di arrivare qui, ho partecipato alla conclusione della sessione del Cio – ha raccontato Malagò – al termine del mio intervento, i presenti mi hanno riservato una standing ovation come dicono non ci sia mai stata nella storia delle sessioni. Trasferisco volentieri questo omaggio a tutto lo staff di Milano Cortina 2026 e ai volontari: è grazie al contributo di tutti se abbiamo realizzato un’edizione vincente dei Giochi Invernali».
Sono stati 120 mila gli ospiti che durante i giochi olimpici di Milano Cortina hanno visitato Casa Italia, che per la prima volta in assoluto è stata aperta al
pubblico, nelle sue tre sedi, alla Triennale di Milano, al
Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda Livigno e
Farsettiarte a Cortina.
E’ dal 2016 che Casa Italia da Hospitality House è stata
trasformata in piattaforma culturale, quest’anno con il progetto
espositivo Musa, un omaggio al ruolo ispiratore dell’Italia nei
secoli nelle diverse parti del mondo, che ha coinvolto seimila
metri quadrati di superfici allestite, 504 oggetti di design,
più di 700 corpi illuminanti, 310 metri quadrati di LED, 60
oggetti olimpici che hanno fatto la storia del CIO, 123 opere
d’arte esposte e 86 artisti italiani e internazionali coinvolti.
Parte del progetto culturale è stata l’ospitalità con la
presenza di chef come Davide Oldani e Tommaso Arrigoni a Milano,
Graziano Prest e Fabio Pompanin a Cortina d’Ampezzo e una
squadra di chef della Valtellina a Livigno, per valorizzare la
cultura italiana che dallo scorso 10 dicembre è patrimonio
culturale immateriale dell’umanità Unesco

















