Non si sono fatte attendere le precisazioni del Sindaco di Magenta, Luca Del Gobbo, riguardo alla scia di polemiche nate sui social dopo la commemorazione delle Foibe. Al centro del dibattito, il post dell’assessore Stefania Bonfiglio, che aveva lamentato il presunto rifiuto di una preghiera da parte del parroco, Don Federico, al termine della cerimonia ufficiale. Il primo cittadino, intervenendo con estrema chiarezza, ha voluto innanzitutto blindare il rapporto con la parrocchia: “Voglio ringraziare pubblicamente Don Federico a nome mio e dell’amministrazione per quello che sta facendo per la nostra comunità e per i rapporti sempre corretti e proficui”. Secondo Del Gobbo, la polemica sollevata non aveva motivo di esistere per ragioni puramente organizzative e di protocollo.
Il sindaco ha infatti ricordato che “il cerimoniale è in capo al Comune e il programma della giornata non prevedeva alcun intervento o momento di preghiera ufficiale da parte dell’autorità religiosa. Il fatto stesso che Don Federico fosse presente alla manifestazione dimostra la sua condivisione dello spirito della ricorrenza”. Con il piglio del “padre di famiglia” e dell’amministratore esperto, Del Gobbo ha minimizzato l’accaduto derubricandolo a un errore di gioventù politica. “Quando si è giovani ogni tanto si fa qualche errore”, ha dichiarato, rivolgendosi direttamente alla Bonfiglio. Il consiglio pubblico per chiudere la vicenda è stato tanto semplice quanto diretto: “Vai a trovare Don Federico e offrigli tu un caffè, così vi chiarite. Per me la questione è chiusa”. Il Sindaco ha ribadito che, dal punto di vista dell’amministrazione, la polemica non sarebbe nemmeno dovuta nascere.
Oltre alla questione Bonfiglio, Del Gobbo ha tenuto a sottolineare quello che definisce un'”eccellenza” della città: la collaborazione tra l’ANPI e le associazioni degli esuli (rappresentate dal presidente Claudio Giraldi). A Magenta, da qualche anno, le celebrazioni per il Giorno della Memoria e il Giorno del Ricordo vengono portate avanti con iniziative congiunte. Un percorso di condivisione che il Sindaco ha lodato come un segnale di maturità civile, invitando a non rovinare questo clima di unità con sterili polemiche personali.

















