E’ stato fermato ieri dagli agenti della Squadra Mobile di Milano Giuseppe Calabrò – che era a piede libero – è stato condannato in primo grado all’ergastolo
il 4 febbraio scorso per l’omicidio aggravato di Cristina
Mazzotti.
La ragazza fu rapita a Eupilio Como il primo luglio
del 1975, segregata in una buca in Castelletto Ticino “senza
sufficiente aereazione, senza possibilità di deambulazione,
somministrandole massicce dosi di tranquillanti ed eccitanti,
così cagionandone volontariamente la morte avvenuta in Galliate
(Novara).
La figura di Calabrò, che fece parte del commando che
rapì la ragazza, è emersa anche nel procedimento della DDA
Milano, sempre della Squadra Mobile di Milano, sulle
infiltrazioni della criminalità organizzata calabrese nel tifo
organizzato di FC Internazionale e AC Milan. Anche questo motiva
le esigenze cautelari del fermo
















