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Sanremo oltre al Festival

A Sanremo, il festival della canzone avrà luogo a breve, precisamente dal 24 al 28 febbraio, e come tutti gli anni lo spazio antistante al teatro Ariston si trasformerà in un palcoscenico illuminato dove i vip faranno passerella sul tappeto rosso, ammirati dai fan e dai turisti che sempre si accalcano per avere un autografo, scattare foto e selfies.

Ma Sanremo non è solo festival, è la città dei fiori, della classica di ciclismo, del casinò municipale, del corso Imperatrice bordato da lussureggianti palme, della chiesa ortodossa dalle policrome cupole a cipolla, dei lussuosi alberghi che nell’ultimo scorcio dell’Ottocento ospitarono personalità illustri dell’aristocrazia europea. E per chi cercasse un po’ di storia ed arte, a pochi passi dall’Ariston, sempre in via Matteotti, ecco il Museo Civico, che ha sede al secondo piano del barocco Palazzo Borea d’Olmo. Gli splendidi ambienti della prestigiosa dimora raccolgono le più antiche testimonianze del territorio sanremese a partire dall’epoca preistorica, custodiscono la Pinacoteca con opere scultoree e pittoriche dal 1600 fino all’età contemporanea, e tra queste, spicca una tavola di Pieter Paul Rubens intitolata Incoronazione di Santa Caterina d’Alessandria; si possono poi ammirare cimeli garibaldini ed anche una sala dedicata ad Antonio Rubino (1880-1964), pittore, scrittore, scenografo e celebre illustratore de Il Corriere dei Piccoli.

Sempre in centro, non bisogna poi dimenticare di visitare la bella cattedrale dedicata a San Siro, un edificio romanico-gotico, edificato nel secolo XIII sui resti di una chiesa paleocristiana. Interessante e pittoresco un giro nella Pigna, il cuore antico della città, in pratica, il labirintico borgo medioevale abbarbicato alle pendici della collina che divide la valletta del rio San Romolo da quella del torrente San Francesco, e al quale si accede da diversi punti. Quello più facile da trovare è in piazza degli Eroi Sanremesi, che funge da cerniera tra la parte bassa e moderna e l’antico quartiere di San Siro e, per l’appunto, la Pigna, sovrastata dal santuario della Madonna della Costa e dal giardino belvedere di piazza Castello, da dove si gode un magnifico panorama su Porto Sole e sulla parte orientale della città.

Originariamente la Pigna e San Siro formavano insieme la cittadina di San Romolo, un nome che, storpiato dal dialetto locale in Sanromu, si trasformò nella seconda metà del Trecento, in Sanremo. Proprio in quel periodo il borgo divenne libero Comune: prima fu feudo della diocesi di Albenga, poi dei conti di Ventimiglia, dei vescovi di Genova e delle famiglie Doria e De Mari, che ne fecero una piazzaforte ghibellina contro le guelfe Monaco e Mentone tenute dai Grimaldi e dai Vento. La città subì anche l’incursione del terribile pirata saraceno Khai ad-Din, detto il Barbarossa, che depredò San Siro, ma non la Pigna, protetta da mura.

È veramente suggestivo percorrere i suoi carrugi disposti a gironi concentrici, lungo i quali corrono alte case addossate le une alle altre che coi loro archi di controspinta si sostengono a vicenda, soprattutto in caso di terremoto. Si attraversano passaggi coperti e bui, ci si inerpica su lunghe scalinate che portano a minuscole piazzette con fontane, si sbircia nelle poche botteghe rimaste, che contengono le merci più disparate, mentre le donne, anche straniere ora, continuano a parlarsi come una volta da una finestrella fiorita a un’altana dove il vento gonfia i panni stesi, mentre i gatti continuano a dormire negli angoli più impensati e i bambini a rincorrersi nei vicoli di questo antico mondo.

Orari Museo civico:
da martedì a sabato dalle 8.30 alle 18.30; biglietto intero 5€ – ridotto 3€.
I miei romanzi storici li trovate nelle librerie, on line e nelle biblioteche.

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Luciana Benotto

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