RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Le dichiarazioni dell’Amministrazione comunale non reggono alla prova della pioggia. Dopo il recente sopralluogo effettuato a seguito delle precipitazioni, il gruppo “Robecco e Frazioni Coerenza” lancia l’allarme: infiltrazioni diffuse, bagni inagibili e costi di riparazione che ricadranno pesantemente sulle tasche dei cittadini.
Non c’è coerenza tra quanto dichiarato dai canali ufficiali del Comune e lo stato reale del parcheggio di via Arsenale. Mentre l’Amministrazione parla di una situazione “sufficiente” e priva di criticità, la realtà documentata sul campo racconta una storia ben diversa: quella di una struttura che fa acqua da tutte le parti.
Il sopralluogo: i numeri del degrado
Durante l’ispezione effettuata questa mattina, sono emerse criticità che difficilmente possono essere liquidate come “marginali”. Il report è dettagliato:
Allagamenti: Bagni e antibagni invasi dall’acqua.
Infiltrazioni: Almeno 10 punti distinti di ingresso d’acqua tra pareti e soffitti.
Danni estetici e funzionali: Colature visibili e intonaci ammalorati ovunque.
“Una perizia che attesta la conformità urbanistica non può essere usata come scudo per negare problemi manutentivi evidenti,” spiegano i rappresentanti di Robecco e Frazioni Coerenza. “Minimizzare la situazione significa fornire ai cittadini una rappresentazione fuorviante della realtà.”
Il nodo economico: costi enormi per i contribuenti
Ma oltre al decoro e alla fruibilità, c’è un tema economico che preoccupa. Il Comune ha deciso di acquisire la proprietà dell’immobile, nonostante ne avesse già l’uso perpetuo gratuito. Una scelta che oggi appare come un azzardo finanziario.
Per sanare le infiltrazioni, infatti, non basterà una mano di vernice. Sarà necessario un intervento strutturale pesante sulla copertura:
Rimozione della terra soprastante.
Rifacimento totale dell’impermeabilizzazione.
Ripristino delle strutture danneggiate.
“Scelte da sprovveduti”
Il gruppo politico non usa giri di parole: “Ci chiediamo se l’Amministrazione abbia valutato il rapporto costi-benefici prima di procedere all’acquisizione. I costi saranno ingenti, mentre i benefici per la collettività restano dubbi. Si tratta di scelte fatte da sprovveduti.”
La richiesta è chiara: “meno comunicati rassicuranti e più trasparenza. La tutela del patrimonio pubblico richiede responsabilità e interventi immediati, partendo dalla realtà dei fatti e non solo dalle carte degli uffici”.


















