Sparatoria a Milano: nel 2016 la vittima aggredì un Carabiniere

Fu arrestato per lesioni

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È Adberrahim Mansouri l’uomo ucciso lunedì da un poliziotto in via Impastato, a MILANO. Marocchino di 28 anni, irregolare in Italia e già noto alle forze dell’ordine, aveva
precedenti per spaccio, resistenza a pubblico ufficiale, rapina e
lesioni. Secondo una prima ricostruzione, intorno alle 18
avrebbe puntato un’arma contro un gruppo di agenti impegnati in
controlli sul territorio. A quel punto un poliziotto in borghese
ha estratto la pistola d’ordinanza e ha fatto fuoco, uccidendolo.

Solo in un secondo momento si è scoperto che l’arma impugnata da
Mansouri era una riproduzione a salve. Il 28enne in passato si era
già reso protagonista di un episodio violento durante un arresto.
Il 28 agosto 2016, in via Orwell, nel cuore del boschetto della
droga di Rogoredo, una pattuglia impegnata in un servizio
anti-spaccio fermò un gruppo di pusher, tra cui Mansouri,
considerato uno dei più “esperti” della zona.

Nel tentativo di fuggire, raggiunto da un carabiniere, lo colpì con calci e pugni e
cercò di sfilargli l’arma di ordinanza. Venne bloccato e arrestato
per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni: il militare riportò
una prognosi di 12 giorni.

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