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Iran, Sequi “Le proteste sono un test indiretto per il regime”

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ROMA (ITALPRESS) – Le manifestazioni di piazza in Iran si rivelano un “test indiretto” per la capacità del regime di restare “uno Stato che più o meno funziona e affronta la crisi economica che morde la popolazione, pur in presenza di sanzioni esterne, pur in presenza di una minaccia militare latente e con un’economia fragile e una società stanca”. E’ l’opinione dell’ambasciatore Ettore Sequi, già segretario generale della Farnesina, intervistato dall’agenzia Italpress.

I disordini degli ultimi giorni scaturiscono da un’inflazione inarrestabile e da una consistente perdita di valore della valuta iraniana, ma si può dire che questi stessi disordini stiano fornendo una lettura più ampia, per un Paese che sembra scivolare da “una crisi economica in una crisi di sovranità”. Secondo Sequi, è ravvisabile un “deterioramento simultaneo” dei tre pilastri su cui si regge la stabilità di un regime come quello iraniano, sottoposto a sanzioni straniere. “Questi tre pilastri sono rappresentati innanzitutto da una performance economica che sia almeno ad un livello di ‘minimo sindacale’, per evitare che poi la crisi si ripercuota sulla popolazione. Il secondo pilastro è la possibilità da parte dello Stato, del regime, di avere un controllo efficace dell’ordine pubblico. Il terzo pilastro, infine, è il problema della legittimità. Queste manifestazioni stanno mettendo in dubbio la stessa legittimità del regime”, ha osservato il diplomatico.

La protesta di questi giorni, dunque, vede come detonatori l’inflazione e il tasso di cambio “ma la miccia lunga è un accumulo di frustrazione sociale, di erosione del reddito e di percezione di corruzione e d’incompetenza”, ha precisato Sequi. Questa è la partita che il regime gioca all’interno del Paese ma ce n’è una, secondo l’ambasciatore, che contemporaneamente prosegue all’esterno, a sei mesi dalla cosiddetta “guerra dei 12 giorni”, che ha visto prima l’intervento militare israeliano e poi anche quello statunitense a partire dal nono giorno, con il bombardamento di tre siti nucleari iraniani.

“Non è passata inosservata, a Teheran, la recente visita del presidente israeliano Netanyahu negli Stati Uniti. C’è una grande preoccupazione per il fatto che questo momento di debolezza possa essere interpretato come un’occasione per colpire nuovamente il regime e possibilmente farlo collassare. Sappiamo che la richiesta degli Stati Uniti è quella di evitare la ripresa dell’arricchimento di uranio, ma sappiamo anche che Netanyahu ha detto a Trump che gli iraniani stanno ricominciando il processo di arricchimento e che stanno mandando avanti il programma per la costruzione di missili e vettori”, ha osservato Sequi. Se dal punto di vista interno i messaggi sono a volte contrastanti, con una parte dell’élite politica che cerca di contenere le manifestazioni senza scatenare, almeno per ora, “una risposta di massima violenza” proprio perché consapevole della fragilità della situazione, all’esterno il messaggio che le autorità di Teheran cercano di inviare è quello “di non approfittare di queste manifestazioni, di queste difficoltà, per provare a colpire il regime”. 

L’analisi dell’ambasciatore si conclude con un’immagine plastica, che vede “tre angoli che si incastrano tra di loro”. Il primo è che “l’Iran non è davanti solo a una protesta episodica, ma ad un processo di logoramento interno, economico e politico, anche in vista del dibattito già avviato sulla successione della Guida suprema Khamenei, ormai vecchio e malato”. Il secondo angolo “è che la risposta che il regime sta dando non è ancora di violenza massima, con promesse di dialogo e al tempo stesso minacce di arresti”, cercando quindi di dare segnali di disponibilità, che però al tempo stesso non siano interpretabili come debolezza. Il terzo aspetto, infine, secondo Sequi “è quello di un equilibrio instabile, perché la protesta nasce da una crisi economica che non ha una via di uscita rapida e perché l’ambiente esterno, internazionale, rende evidentemente più difficile qualunque soluzione interna”.

– Foto screenshot video Italpress –

(ITALPRESS).

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