Magenta, il colore: un fatto importante del benessere domestico

Se ne è parlato ad un incontro organizzato da Tutela Immobili

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Un primo evento lo scorso ottobre e un secondo martedì 18 novembre, a cura di Tutela immobili, per parlare di casa con un approccio psicologico alla nota definizione di questa quale ‘bene-rifugio’. E’ Monica Simonelli, professionista in ambito immobiliare, a sottolinearne l’importanza.

“La casa non è solo un edificio, è anche il luogo in cui poterci sentire a nostro agio, protetti e rilassati, circondati da arredi e oggetti che ci rispecchiano. La casa, grande o piccola che sia, dovrebbe essere uno spazio di benessere, un rifugio, un nido”. E affinché lo diventi sempre più si rivela di indubbio aiuto il sapere e l’esperienza maturati nel campo dell’interior design da Giorgia Donini.
“Il buon abitare va oltre la semplice estetica, metrature o vetrate, sono importati la personalizzazione e l’organizzazione degli spazi abitativi – meglio se flessibili e adattabili – e fondamentale è lo sfruttamento della luce naturale da preferire per il benessere psicofisico a quella artificiale”, dice l’esperta, introducendo il seminario on line dedicato in particolare all’armonia cromatica, “un pilastro del buon abitare”.

Una prima considerazione, che fa riflettere i non addetti ai lavori, riguarda la relazione fra colore e tempo. Ossia: “Ci sono ambienti che abitiamo più velocemente, altri più a lungo, il tempo di permanenza influenza la percezione del colore”, afferma Donini che richiama a esempio le cromie accese dei fast food, differenti dalle tinte tenui delle trattorie.

Venendo alle nostre abitazioni, eccola consigliare, suggerire, colori brillanti, accesi, per ingressi, corridoi, disimpegni, “dove il colore può essere applicato in modo più incisivo”, e toni caldi “che accolgono” per salotti, toni pastello “che rilassano” sempre per soggiorni e per camere da letto, colori freddi “che favoriscono la concentrazione” per ambienti di studio, lavoro, colori naturali e tenui per bagni.

E per la cucina? La scelta varia a secondo del tempo che vi si trascorre, però, sono vivamente sconsigliati il nero e pure le superfici riflettenti. E sconsigliato in generale è – sarebbe – pure l’uso del bianco ottico, “che la scienza ritiene ipoattivante”. Se piace, però, perché dà la sensazione di pulizia, nulla da obiettare.
“Oltre al tempo di permanenza, dobbiamo considerare le funzioni che svolgiamo nei vari ambienti e quindi preferire i colori più armonici e coerenti con quelle”.

Del pari anche gli arredi andrebbero posizionati e scelti in modo da favorire i flussi funzionali. Un esempio facile e risaputo, a vantaggio della convivialità, “meglio un tavolo ovale o tondo, piuttosto che il classico rettangolare” (convivialità che oggi deve fare i conti con la presenza di cellulari tra piatti, posate e bicchieri, ma è un’altra questione).
I colori ci orientano, stimolano emozioni diverse, “possono davvero aiutarci a stare bene o meglio in casa nostra”. Gli studi di psicologia del colore insegnano.

E insieme alle tinte delle pareti vanno considerate quelle degli arredi, dei tessuti, “il materiale di cui sono fatti, le texture”. Scelte attente, consapevoli, ci porteranno a realizzare, “la casa su misura per noi – osserva Monica Simonelli – dove oggetti, palette cromatiche, piante, fiori, materiali, punti luce personalizzati, ci racconteranno anche un po’”.
L’incontro ha interessato i partecipanti che Giorgia Donini ha coinvolto attivamente, ponendo loro domande, stimolandone gli interventi, e via via documentando le proprie indicazioni, a proposito di colore e benessere domestico, attraverso l’accurata sequenza delle immagini di progetti da lei realizzati.

Franca Galeazzi

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