HomePoliticaGioventù Nazionale Milano e Provincia: Siria, il mondo è rimasto a guardare

Gioventù Nazionale Milano e Provincia: Siria, il mondo è rimasto a guardare

Ad Aleppo si è consumato il tramonto della Repubblica Araba Siriana, l’ultimo e il più solido esperimento politico capace di tenere insieme tradizione, laicismo, dottrina sociale e nazionalismo. Al posto di Assad, che per più di un decennio ha rappresentato un argine al terrorismo islamista e una garanzia per i cristiani che in quella terra potevano liberamente rivendicare la propria Fede, arrivano i tagliagole dello jihad. E quindi, “contrordine compagni”, si sarebbe detto un tempo: da organizzazione terroristica a “ribelli moderati”, da una taglia sulla testa del loro capo all’apertura di nuovi canali diplomatici con l’illusione – raccontata a reti unificate – che, tutto sommato, il “nuovo Governo” siriano sarà una specie di liberaldemocrazia illuminata.

Sappiamo che non è così. Li abbiamo visti all’opera in questi anni. Ne abbiamo avuto un assaggio in Afghanistan. Lo stiamo vedendo in queste giornate di sangue, in cui sono stati liberati i terroristi dalle carceri di Assad e, in compenso, sono già partite le minacce e le violenze nei confronti dei cristiani e persino dei musulmani baathisti (e quindi, loro sì, davvero moderati).

A fare paura, oltre ad una Siria messa a ferro e fuoco e ad un Medioriente sempre più fragile in cui i soliti noti possono continuare a farla da padrone sulle spalle dei popoli tutti, sono il silenzio, la mistificazione, i voltafaccia di chi dovrebbe fare cronaca e fa invece propaganda, nella cieca illusione che – quando i tagliagole siriani torneranno a colpire l’Europa – saranno forse risparmiati. Il mondo, una volta ancora, è rimasto a guardare. E la pagheremo carissima.

Gioventù Nazionale Milano e Provincia

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