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+Euroscandalo/2, Francesco Giorgi ammette la corruzione dei deputati Tarabella e Cozzolino

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ABBIATEGRASSO BRUXELLES – “Alla vostra domanda, i deputati corrotti sono Tarabella e indirettamente Cozzolino. Cozzolino era coinvolto con il Marocco, aveva dei contatti con Atmoun grazie a Panzeri. Panzeri era il presidente della commissione Maghreb, poi ha passato il testimone a Cozzolino.
Prendeva delle cravatte o degli abiti. Panzeri ne prendeva anche dopo questo passaggio di testimone. Non conosco gli importi esatti ma sono inferiori a quelli del Qatar, si parla di qualche decina di migliaia di euro (..)”. E’ quanto si legge nell’interrogatorio del 13 di dicembre di Francesco Giorgi fatto davanti agli inquirenti belgi. Stralci dell’interrogatorio sono stati allegati alla richiesta di revoca dell’immunità per Marc Tarabella e Andrea Cozzolino. “Il Marocco era un Paese molto importante per il sig. Panzeri. Vi ha ricevuto la Legione d’onore, aveva molti amici in Marocco. C’era un accordo con l’ambasciatore marocchino in servizio in Polonia. Si chiamava Atmoun Abderrahim. Ha un po’ lo stesso ruolo del ministro del Qatar. Le discussioni vertevano sul controllo dei dibattiti in Parlamento, in particolare gli attacchi dell’Algeria e le questioni geopolitiche tese …”, si legge nella documentazione. “Il sig. Atmoun veniva a Bruxelles, oppure ci spostavamo da lui a Parigi, nel suo appartamento”, si legge ancora nella documentazione che, nelle settimane scorso, era stata in parte anticipata dai media belgi”.

“Ha prevalso il principio di reciproca fiducia tra stati dell’Unione europea rispetto al diritto di difesa. Avevamo ragioni che potevano essere condivise, ed invece non sono state tenute in considerazione” Lo hanno spiegato gli avvocati Angelo De Riso e Nicola Colli, difensori di Silvia Panzeri, la figlia dell’ex eurodeputato Antonio Panzeri in carcere per il caso Qatargate, commentando il via libera alla consegna al Belgio della loro assistita disposto dalla corte d’appello di Brescia. I due legali hanno aggiunto che Silvia Panzeri dovrebbe essere consegnata al carcere Haren, lo stesso dove si trova l’ex vicepresidente del Parlamento Europeo Eva Kaili, e che è ritenuto “meno afflittivo” rispetto a quello in cui di trovano Panzeri e il suo ex collaboratore Francesco Giorgi. I giudici, che hanno letto le motivazioni della loro decisione in aula, come hanno riferito gli avvocati, hanno ritenuto “tuttora esistenti” gli indizi che avevano portato lo scorso dicembre alla convalida del mandato di arresto europeo. “Valuteremo il ricorso per cassazione – hanno concluso gli avvocati – , abbiamo 5 giorni di tempo”.

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