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Dall'archivio:

++Matteo Messina Denaro arrestato in una clinica di Palermo

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PALERMO Matteo Messina Denaro ha tentato la fuga ed era riuscito ad allontanarsi ancora una volta ma arrivato in un bar e’ stato catturato. E’ quanto si e’ appreso in ambienti della clinica La Maddalena di Palermo, dove il superlatitante di Cosa nostra in passato era stato operato, sotto falso nome.
Messina Denaro era in cura alla Maddalena da un paio d’anni “o almeno uno”, dice un medico ad AGI che preferisce restare anonimo, per un tumore in zona addominale. Nella struttura sanitaria era andato per fare un tampone antiCovid, dovendo essere ricoverato in day hospital. Aveva dato un nome fittizio, Bonafede: “Frequentava la clinica – dice il medico – ed era stato operato in Chirurgia, ora veniva seguito in Oncologia. Stamattina alle 6 non c’era nulla, poi i miei collaboratori mi hanno chiamato: ci sono i Ros, mi hanno detto, e si e’ presentato un militare in assetto di guerra, stiamo cercando una persona, mi ha detto, stia tranquillo. In ogni piano c’era uno di loro, dei carabinieri in assetto di guerra, lui e’ scappato, e’ andato fuori al bar e lo hanno preso. Ha tentato la fuga al bar e c’e’ stato molto trambusto. Era seguito in chirurgia dove e’ stato operato e oncologia, era venuto qua per un tampone stamattina e poi per seguire i trattamenti con un altro nome, era un paziente noto alla clinica, ha fatto anche dei trattamenti. Un anno sicuramente per il day hospital. Ma non avevamo alcuna idea di chi fosse, figuriamoci se potevamo saperlo o riconoscerlo.

 

 Trent’anni di latitanza a tratti inspiegabile e una ‘passione’ per le cliniche, almeno stando a suggestioni e dichiarazioni di pentiti e collaboratori di giustizia. Matteo Messina Denaro è stato arrestato nella clinica privata La Maddalena di via San Lorenzo Colli a Palermo ma ci sono dei precedenti. In diversi casi il super latitante è stato sospettato di aver fatto uso della chirurgia plastica per cambiarsi i connotati e rendersi irriconoscibile. In altre occasioni pentiti e collaboratori hanno parlato agli inquirenti di problemi di salute che lo avrebbero obbligato a fare ricorso a strutture di cura: nel 1994 il collaboratore di giustizia Vincenzo Sinacori parlò di una clinica oculistica a Barcellona nella quale ‘U siccu’ si sarebbe recato per curare una forte miopia che lo aveva condotto a una forma di strabismo.L’ultimo grande capo di Cosa Nostra è stato più volte vicino alla cattura, sfuggito sempre misteriosamente, e in altre occasioni il suo nome è collegato a blitz falliti e clamorosi errori: come nel 2018 quando le forze speciali olandesi bloccarono ad armi spianate un uomo in un ristorante dell’Aja convinti di avere tra le mani uno degli uomini più ricercati al mondo. Invece si trattava di un turista inglese di Liverpool in Olanda con il figlio per il Gran Premio di Formula 1. Un clamoroso scambio di persona che suscitò anche qualche attrito nel mondo dell’Antimafia, con la Procura di Palermo esclusa all’epoca dall’operazione.

 

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