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++Bicocca Milano, stop a corso su Dostoevski, Renzi: ‘Folle’. In effetti, meglio leggerlo che censurarlo

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MILANO  –  Lo scrittore parmigiano Paolo Nori ha denunciato che l’Università Bicocca di Milano ha “proibito” un corso che lui doveva tenere sui romanzi del celebre romanziere e filosofo russo Fedor Dostoevskij (1821-1881), per “evitare ogni forma di polemica” alla luce della guerra in Ucraina.
In un video pubblicato ieri sera sul suo profilo Instagram, il 58enne parmigiano che insegna al Dipartimento di studi umanistici dello Iulm di Milano, ha spiegato “ho ricevuto una mail dell’Università Bicocca, dove mercoledì prossimo dovevo iniziare un corso di quattro lezioni sui romanzi di Dostoevskij”. La mail, letta da Nori, recita così: “Caro professore questa mattina il prorettore alla didattica mi ha comunicato la decisione, presa con la rettrice, di rimandare il percorso su Dostoevskij. Lo scopo è quello di evitare ogni forma di polemica, soprattutto interna, in quanto momento di forte tensione”.

In un crescendo di commozione, Nori aveva iniziato la sua diretta sul social, parlando della cancellazione della presenza ad un festival a Reggio Emilia di un fotografo russo che tra l’altro si è schierato contro la guerra in Ucraina. “Essere russi oggi in Italia è come se fosse una colpa, è una cosa che io non riesco a capire” ha affermato Nori, aggiugendo poi a proposito del suo corso, “non solo essere un russo vivente è una colpa oggi in Italia, ma anche essere un russo morto, che quando era vivo è stato condannato a morte nel 1849 perché aveva letto una cosa proibita. Quello che sta succedendo in Ucraina è una cosa orribile e mi viene da piangere solo a pensarci. Ma queste cose che stanno succedendo in Italia sono cose ridicole. Un’università italiana che proibisce un corso di Dostoevskij, è una cosa da non credere”.

“L’università Bicocca di Milano avrebbe bloccato una serie di lezioni su Dostoevskij di Paolo Nori. Proibire di studiare Dostoevskij contro Putin significa essere folli. In questo tempo bisogna studiare di più, non di meno: in Università servono maestri, non burocrati incapaci”. Lo scrive il leader di Iv, Matteo Renzi, su Twitter.

La denuncia di “censura” di un corso su Dostoevskij fatta da Paolo Nori sui social ha ricevuto immediata solidarieta’ e sono numerosi su Facebook i messaggi di protesta a commento degli ultimi post sul profilo dell’Universita’ Bicocca, l’Ateneo che avrebbe dovuto ospitare le lezioni e che secondo Nori ha deciso di soprassedere per “evitare tensioni in questo momento”.

“Mi auguro che gli studenti cambino tutti universita’! A Milano c’e’ una nuova forma di dittatura, dalla Scala all’universita’. Una follia”, dice una donna. “Almeno nei luoghi che dovrebbero fare cultura e formazione che si cerchi di tenere un equilibrio e un senso della realta’ e della giustizia!!”, le fa eco una studentessa. “Ma vi rendete conto o no della pericolosita’ nel cancellare (posticipare) lezioni su Dostoevskij? Non ritenete i vostri studenti capaci di distinguere tra cose che non sono minimamente paragonabili tra loro?”, chiede un altro. “Mi domando se l’Universita’ Milano Bicocca abbia chiaro quale sia il compito culturale che le compete: il gesto di censura e’ di una gravita’ assoluta, ha delle implicazioni di follia politica totale. Cosa facciamo, cancelliamo la cultura russa dalla storia europea?”, afferma una donna. “Roba da Russia di Putin”, scrive, lapidario, un altro commentatore.

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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