MAGENTA – Non c’è che dire Chiara Calati, con la mossa di settimana scorsa e la presentazione della sua ‘falsa’ civica – poi ne spiegheremo debitamente le ragioni – Lombardia Ideale, ha giocato d’anticipo. Ha saputo metter lì una bandierina importante in vista delle elezioni del 2022. Ad oggi la maggioranza di Cdx di Magenta modello Calati è così composta: Lombardia Ideale, Forza Italia, Lega (non sappiamo più se scrivere accanto Nord o Italia, viste le ultime evoluzioni con buona pace per chi credeva nel referendum sull’Autonomia ndr), Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia. Di fatto, si aggiunge il partito del Primo cittadino, che in chiave magentina si declinerà sotto la forma di Magenta Ideale e sta iniziando a strutturarsi compiutamente. Non c’è che dire chapeau per la mossa. Perché in termini di strategia politica, la Calati sembra essere un passo avanti agli scettici della sua coalizione, ovvero, quel Noi con l’Italia, quel gruppo di moderati, che vive ancora sotto lo stellone e il carisma indiscusso di Luca Del Gobbo, ex Sindaco e Consigliere regionale di un partito che però ad oggi deve decidere cosa fare da grande, perché così come stanno le cose – e i numeri nella loro freddezza non mentono mani – ha lo stesso peso specifico dell’indimenticato partito dei pensionati della famiglia Fatuzzo. Questo su scala macro.
E’ chiaro che se scende nel particolare e allora si parla di Magenta, Del Gobbo e i suoi sono ancora tanta roba. Ma a questo punto, l’atteggiamento attendista – a meno che l’intento sia quello molto prosaicamente detto, di sperare che il Sindaco vada a sbattere da qui al prossimo giugno – non basta più. Perché il rischio dell’emarginazione o in ogni caso, nell’eventualità che questa Amministrazione concluda bene il proprio mandato, di essere isolati e di doversi accodare al ‘modello Calati’ non sarebbe così peregrino. Non è una coincidenza d’altronde che magari in maniera un po’ mielosa, venerdì sera in Casa Giacobbe, ci fossero tutti i partiti del Cdx coi loro capoccia, a meno appunto di Noi con l’Italia. Che evidentemente ha voluto inviare un chiaro messaggio politico al Sindaco. Certo non mancavano gli esploratori, quelli mandati in avan scoperta dai “Del Gobbo boys” per capire che cosa stesse accadendo in Casa Giacobbe e soprattutto la portata dell’iniziativa.
Di fatto, il consiglio che vogliamo dare al buon Luca è di non sottovalutare il contenitore di ‘Lombardia Ideale’ che se ad oggi potrebbe apparire ancora piuttosto vuoto di preferenze, un domani potrebbe incassare qualcosa in più, soprattutto se alcuni ciellini, calibri da novanta presenti in sala, l’altra sera, dovessero convergere su questa iniziativa politica partitica. La chiamiamo così perché la genesi di Lombardia Ideale, altro non è che la consecutio della Lista Maroni, già governatore leghista della Lombardia, lo stesso Professor Stefano Bruno Galli Assessore regionale alla Cultura, stimatissimo, docente universitario di Storia delle Dottrine e delle Istituzioni Politiche nell’Università degli studi di Milano, di fatto, è l’ideologo del Carroccio, un intellettuale, probabilmente non sui livelli dell’indimenticato professor Gianfranco Miglio – un vero mito per gli amanti del Federalismo ndr) a cui l’Università Cattolica gli ha pure dedicato un’Aula – ma certamente di spessore, da molti indicato come figura di riferimento per quel percorso autonomista poi disperso per la ‘ragion di Stato’ leghista. Ma queste sono precisazioni ancorché dovute, ma che poco cambiano di poco la sostanza. La Calati è partita, i segretari del Cdx non si sa per convinzione o per altro la seguono, Del Gobbo è chiamato a risponderle. Ha tutti i mezzi e le potenzialità per farlo. Solo non deve lasciar trascorrere troppo tempo. Perché in questi casi, anche lo stare fermi diventa più che mai una scelta. Che però, a nostro modesto avviso, Magenta non si può permettere.
F.V.


