Agenzia Italpress

A Venezia 83 in concorso Penelope Cruz e Javier Bardem nel “Bunker” di Zeller

+ Segui Ticino Notizie

Ricevi le notizie prima di tutti e rimani aggiornato su quello che offre il territorio in cui vivi.

Pubblicità

Salva

Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

VENEZIA (ITALPRESS) – Torna a occuparsi di relazioni familiari Florian Zeller, e lo fa tenendo fede alla struttura chiusa nello spazio domestico che lo aveva portato al successo anche cinematografico sei anni fa con “The Father”. Considerato uno dei drammaturghi oggi più influenti, Zeller porta a Venezia 83 “Bunker”, sostanzialmente un dramma familiare da camera che scandaglia una relazione di coppia mettendola a confronto con l’assedio della paura portato dal mondo.

Scritto da Zeller per Penélope Cruz e Javier Bardem, “non solo perché sono tra gli interpreti di maggior talento della scena contemporanea, ma anche perché costituiscono una coppia emblematica” dice il regista, “Bunker” racconta infatti la progressiva crisi di una agiata coppia madrilena installatasi a Londra: Miguel è un architetto di successo che vive in una magnifica casa nel cuore della City assieme alla moglie Sofia, editrice, e alle due figlie. A segnare la loro routine apparentemente stabile sono due eventi: quando infatti il vicino fa un buco nel muro di cinta della loro villa per aprire una finestra nel garage cieco che ha trasformato in un monolocale per abitarci, la cosa appare a Miguel inammissibile, perché ovviamente viola la loro privacy familiare.

L’altro evento riguarda la sua sfera lavorativa, perché uno degli uomini più potenti della terra vuole che sia proprio lui a costruire il bunker alle Hawaii destinato ad accoglierlo in caso di catastrofe. La reazione della coppia ai due fatti è opposta e in qualche modo complementare: tanto Miguel è turbato dal foro nel muro di cinta aperto dal vicino, che è evidentemente un uomo di semplici origini, tanto Sofia rigetta l’idea che il marito possa anche solo immaginare di costruire un rifugio per salvare uno dei potenti che stanno distruggendo la terra ignorando le regole e l’equilibrio della convivenza.

Florian Zeller, da quel drammaturgo raffinato che è, costruisce evidentemente lo schema del film su una contrapposizione simbolica molto forte, dove i due elementi del foro nel muro che protegge la vita familiare della coppia e del bunker sotterraneo che protegge il destino dei privilegiati dialogano a distanza in una maniera simbolica sin troppo chiara.

Naturalmente il film si spinge poi sulla dimensione sentimentale della coppia, creando una crisi nella relazione che nasce proprio dalla progressiva distanza dei due dalla visione della vita che emerge proprio in relazione a queste due dimensioni simboliche. I temi in campo sono tanti e universali, andando dalle paure che segnano la nostra vita sociale sia sul piano politico che si quello ambientale, all’ossessione per la sicurezza che sta sempre più spingendo gli individui a chiudersi nella propria sfera privata, proteggendola come se fosse un valore che ha un senso al di fuori della convivenza con gli altri.

In questo senso un po’ pretestuale appare l’innesto del tema della gelosia e della crisi di coppia, che precede la svolta finale, dove Zeller gioca la carta della tensione fisica, aperta a una soluzione che appare un po’ troppo scritta. Tanto che conduce a un finale piuttosto didascalico, che esprime concetti e verità già ben espresse nello sviluppo della narrazione. Netti, precisi e sensibili, come sempre, Javier Bardem e Penélope Cruz.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

■ Ultim'ora

contenuti dei partner

Ultim'ora nazionali

Altri temi

Pubblicità