Dai verbali dei recenti interrogatori di Francesco Bellusci, affiliato alla locale di ’ndrangheta di Lonate Pozzolo e oggi collaboratore di giustizia, emerge una nuova potenziale pista d’indagine per la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano. Le sue dichiarazioni, depositate con diversi omissis dai pm Alessandra Cerreti e Rosario Feracane nell’ambito del maxiprocesso “Hydra” sulla presunta alleanza tra Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra in Lombardia, tirano in ballo un esponente politico locale.
Secondo quanto messo a verbale lo scorso 2 settembre davanti al pm Giovanni Tarzia, un consigliere comunale di maggioranza del comune di Buscate avrebbe svolto un ruolo di collegamento tra vertici criminali. L’amministratore, al momento non iscritto nel registro degli indagati, viene descritto dal pentito come un “molto amico” di Giacomo Cristello (condannato a 11 anni in abbreviato).
Il compito del consigliere sarebbe stato quello di fare da “ponte” o “ambasciatore” tra Cristello e gli esponenti della famiglia Rispoli, permettendo ai boss di scambiarsi informazioni ed evitare contatti diretti che avrebbero potuto intercettare le forze dell’ordine. Oltre al passaggio di messaggi riservati, la figura chiave avrebbe anche veicolato somme di denaro, quote attorno ai mille o duemila euro, destinate a sostenere il boss Vincenzo “Cenzo” Rispoli, attualmente ristretto al regime del 41 bis.
Trattandosi di rivelazioni recenti rese da un collaboratore di giustizia, condannato a 4 anni e 6 mesi nel medesimo procedimento, le circostanze descritte restano ora al vaglio degli inquirenti della DDA milanese, chiamati a trovare i necessari riscontri investigativi.

