Franco Battaglia smonta la gigantesca eco-balla sui morti di caldo

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Ditemi che c’è là fuori – soprattutto nelle redazioni dei Tiggì e dei più quotati organi d’informazione – un sacco di gente ipnotizzata. Perché io so benissimo di essere di intelligenza mediocre, eppure mi sento un gigante del pensiero, uno il cui cervello è la somma di quelli di Galileo, Newton e Einstein messi insieme, al cospetto di ciò che trasuda dagli schermi della Tv e dalle pagine appese nelle edicole. Allora, escluse le fantasie sul mio poderoso cervello ed esclusa l’ipnosi collettiva, qualcuno mi spieghi com’è che tutti i gli organi d’informazione nazionali e internazionali abbiano raccontato dei 62.000 morti in Europa (18.000 in Italia) a causa del riscaldamento globale, e tutti lì a bere la colossale balla.

Sono anni che raccontano che il riscaldamento globale attiene ad 1 grado – dicesi 1 grado – di temperatura media globale più alta oggi che 150 anni fa – dicesi 150 anni fa – praticamente una variazione impercettibile a qualunque organo del nostro corpo, e ora i medesimi ci raccontano che codesto aumento ha ammazzato in 3 mesi del 2022 ben 62.000 cristiani in Europa e 18.000 in Italia. L’ha detto Nature, ullallà! Potrebbero averlo detto anche Budda, Maometto e, Dio mi perdoni, lo stesso Gesù Cristo, perché la più ragionevole reazione ai 62.000 morti per 1 grado in più, almeno per me che sono un cretino, sarebbe: chissenefrega chi l’ha detto, è una balla, punto.

Siccome capisco che sto avendo a che fare con ipnotizzati, mi tocca mostrarvi le temperature massime registrate all’aeroporto di Milano-Linate nel luglio del 1982 e nel luglio del 2022. Eccole qua.

temperature Milano Linate nel tempo

Per tutto il mese di luglio di entrambi gli anni considerati le temperature sono rimaste nella fascia 30-37 gradi, e 37 gradi fu appunto la temperatura massima del mese, sia per il 1982 (7 luglio) che per il 2022 (22 luglio). Dando per buono il numero di decessi comunicatici dalla “scienza” della “prestigiosa” (va da sé) rivista “scientifica” Nature, bisogna avere proprio una straordinaria fantasia – che io non ho – per ipotizzare che la causa sia la differenza fra le temperature dei due anni considerati. E se invece, la butto là, i decessi per colpo di caldo fossero dovuti non a 1 grado in più ma a 15 gradi in più? Voglio dire: se i poveretti deceduti fossero vissuti in un ambiente climatizzato, con temperatura non di 37 gradi ma di 22 gradi, magari non sarebbero morti. Voi che ne dite? Vi sembra più plausibile morire perché la temperatura è stata troppo alta di 1 grado o troppo alta di 15 gradi?

Ove concordaste col mio sospetto, la domanda ora è come mai quei disgraziati avessero il climatizzatore spento. E su questo avanzo un’altra ipotesi di lavoro: o che non l’avevano oppure che lo tenevano spento. La seconda che ho detto è la più probabile, anche perché l’aveva anticipata nientepopodimeno che Mario Draghi: cosa volete, l’aria condizionata o la pace? E, prima di lui, gli ambientalisti d’ogni colore hanno strologato per anni sostenendo che l’elettricità costa troppo poco. Perché solo se l’elettricità costa molto allora i loro dannatissimi impianti fotovoltaici diventano remunerativi. Onde per cui si sono inventati la transizione energetica, grazie alla quale (o meglio, al perseguimento della quale, perché nessuna transizione energetica è possibile) il costo delle bollette elettriche è salito alle stelle; e i vecchietti con poche centinaia d’euro di pensione preferiscono tenere il climatizzatore spento, ignari che il loro rischio di morire va alle stelle.

In conclusione: i morti per il caldo aumenteranno se si persegue la transizione energetica. Più saranno gli impianti fotovoltaici, più morti per caldo ci saranno. Mettetevelo bene in testa.

Franco Battaglia, 14 luglio 2023

da www.nicolaporro.it

FRANCO BATTAGLIA è catanese di nascita (1953) e triestino nel cuore. Dopo gli studi classici, la laurea in Chimica, e il Ph.D. americano in Chimica-Fisica, nel 1987 è diventato professore di Chimica Teorica. Ha svolto ricerca per 7 anni all’estero: al Max Planck Institut di Göttingen (Germania) e alle università di Rochester (NY), di Buffalo (NY) e alla Columbia University di New York; e per il resto del tempo in Italia: alle università di Roma Tor Vergata, della Basilicata, di Roma Tre e di Modena, come professore di Chimica Teorica e di Chimica-Fisica. Ha collaborato col Giornale dal 1999 al 2021. Dal 2021 collabora con La Verità. Considera gli ambientalisti i peggiori nemici dell’ambiente, e quello dei cervelli l’inquinamento più insidioso.

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