“La notizia della ricandidatura a Sindaco di Laura Bonfadini rappresenta la continuità di un mandato segnato da una paralisi amministrativa senza precedenti.
Dopo sei anni passati nel silenzio e nell’inefficienza, Vittuone si trova oggi di fronte al tentativo di chi ha governato senza visione di chiedere una “seconda chance”, arrivando peraltro a ufficializzare la corsa all’ultimo minuto, segno evidente di una coalizione fragile e di una scelta dettata più dalla necessità di occupare uno spazio politico che da un reale progetto per il paese.
Il biglietto da visita dell’amministrazione Bonfadini è sotto gli occhi di tutti: strutture comunali chiuse, servizi inefficienti e un degrado palpabile. La totale assenza di capacità programmatoria ha trasformato Vittuone in un paese fermo, dove la manutenzione ordinaria è diventata un miraggio e gli spazi di aggregazione sono rimasti chiusi a doppia mandata. Non basta gestire l’ordinario (e farlo male) per definirsi amministratori; serve una visione che in questi anni è totalmente mancata.
Assistere inoltre, a poche settimane dal voto, a un’improvvisa attività di cantiere e a piccoli interventi di facciata è un tentativo maldestro di prendere in giro i cittadini. I vittuonesi sanno distinguere tra una programmazione seria e gli “interventi spot” elettorali. Pensare di recuperare sei anni di nulla con qualche “opera” last-minute è un’offesa all’intelligenza di chi ha vissuto i disagi quotidiani di questo mandato.
In aggiunta, ciò che più ha ferito la nostra comunità è stata la totale incapacità di ascolto. L’amministrazione Bonfadini si è arroccata nel palazzo, ignorando le segnalazioni dei residenti, le istanze delle associazioni e il grido d’aiuto del commercio locale. Un sindaco che non ascolta è un sindaco che non può guidare una comunità.
Vittuone non può permettersi altri anni di incertezze e di improvvisazione. Il tempo delle scuse è finito: il paese merita una guida che sappia programmare, che tenga aperte le strutture e che, soprattutto, torni a parlare con la gente non solo quando deve chiedere il voto”.
Bruno Sala – Fratelli d’Italia
Simone Zangrandi – Lega
Claudio Zenaboni – Forza Italia

















