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Una fiamma che arde per l’Irlanda

Sono rimasto impressionato dalla figura straordinaria della santità di Santa Brigida (St. Brigid), patrona dell’Irlanda insieme a san Patrizio (St. Patrick) e a san Columba. Ho avuto modo di conoscere la storia di Brigid sia attraverso i social, ma soprattutto leggendo un’ottima presentazione di James Bourke, sul mensile “Catholic Voice”, “Saint Brigid: Ireland’s flame of faith against modern distorsion” (Santa Brigida: Fiamma della fede d’Irlanda contro le distorsioni moderniste).

L’articolo inizia con l’implementazione del cristianesimo ad opera dei tre pilastri che svettano nella storia irlandese: Patrick, Brigid e Columba, tre nomi che hanno costruito la civiltà irlandese. In questa trinità di santità irlandese, Santa Brigida occupa una posizione unica e straordinaria. Nata intorno al 450 d. C. da una madre schiava, iniziò la sua vita nelle condizioni più degradate. La sua infanzia non conobbe alcuna felicità: è cresciuta nella casa del padre, dove una matrigna ostile la perseguitava.

In questa situazione, venne fuori come “un dardo di fuoco”, trasformando, con la sua femminilità irlandese, la società pagana di allora in cristiana. San Patrizio stesso ha notato con stupore, la rapidità con cui la fede prese piede in Irlanda, in particolare tra le schiave che dovevano sopportare costantemente soprusi e angherie. Brigida apparteneva a questa classe disprezzata, eppure la superò grazie al potere liberatorio della fede cristiana. Il padre tentò più volte di venderla al figlio del re di Leinster, che essendo cristiano, fu sconvolto dal fatto e rifiutò l’accordo.

Brigid fu pioniera della vita religiosa comunitaria per le donne in Irlanda. Mentre le prime “vergine consacrate” in genere rimanevano isolate, Brigida radunò le compagne e fondò comunità organizzate, che divennero rapidamente operative in tutta l’isola. Il suo insediamento più famoso fu Kildare (“La cella della quercia”), qui fondò non solo un convento, ma un’intera civiltà cristiana in miniatura. Il suo modello ebbe un gran successo. Ha servito, scrive James Bourke, 13 mila suore come madre superiore. A Kildare ha fondato un monastero per maschi e una scuola rinomata specializzata nel lavoro dei metalli (calici, patene e vasi sacri). Inoltre, venivano prodotti splendidi manoscritti.

Polemicamente Bourke sostiene che Brigida non era una dea della terra che presiedeva ai riti della fertilità, ma un’educatrice e amministratrice cristiana i cui “eccezionali poteri di costruzione e amministrazione” la rendevano consigliera dei vescovi e organizzatrice delle comunità cristiane di tutta l’Irlanda. A questo punto Bourke affronta la “distorsione moderna” su St. Brigida.

L’Irlanda laicista contemporanea, avendo abbandonato in gran parte la sua eredità cattolica, cerca di reimmaginare Brigida come una dea pagana della fertilità o un’icona femminista, tutto tranne ciò che era veramente. Questa appropriazione non è solo storicamente disonesta, ma è anche una forma di furto spirituale.

E per certi versi, la Chiesa irlandese, forse si è lasciata rubare Brigida dal movimento femminista, basta andare a vedere gli eventi proposti tra il 31 e il 2 febbraio a Dublino, la Brigit: Dublin City Celebrating WomenOpens in new window è radicato nelle figure della dea celtica e della santa cristiana. L’autentica Brigida amava la vita in tutte le sue forme perché amava il Dio che l’aveva creata. Era intimamente legata alla vita pastorale: mungere le mucche, fare il burro e il formaggio, pascolare gli animali e supervisionare i raccolti dei campi. Si dice che abbia addomesticato una volpe. La sua realtà quotidiana era quella contadina, santificata dalla grazia.

L’abbondanza del creato era sempre rivolta al Creatore. Quando assicurò la libertà agli schiavi, lo fece per rendere possibile la loro pratica cristiana. Ha dimostrato la sua carità leggendaria, distribuendo provviste con un tale abbandono che a volte le sue comunità soffrivano la fame, ciò avvenne per amore soprannaturale di Cristo nei poveri. Il suo Paradiso era immaginato come una “festa stupenda, condivisa da innumerevoli ospiti e che durasse per sempre”, non per mero appetito terreno, ma per il suo desiderio che tutti i figli di Dio fossero nutriti e accolti.

“La Chiesa in Irlanda deve riprendersi Santa Brigida dai suoi profanatori”, scrive Bourke. Dovrebbe essere piuttosto promossa come santa patrona delle suore, perché fu la prima ad istituire un monastero per loro, ma soprattutto patrona dei neonati. Amò sicuramente la vita, avendo a cuore i più vulnerabili. Sia onorata come una santa pro-life. Brigid è un fuoco che ancora arde.

I suoi biografi e la tradizione la definiscono una fiamma da mantenere accesa perennemente. A Kildare, a tutti coloro che l’avvicinavano comunicava una “sorta di illuminazione e di calore”. Non si trattava del fuoco pagano, ma del fuoco della Pentecoste, lo Spirito Santo, che prendeva dimora in un’anima consacrata. Il suo coraggio fisico era pari al suo fuoco spirituale. Ha lavorato fino alla sua morte intorno al 523 d. C. Bourke cita il libro di Lismore che cattura l’autentico cristianesimo che intendeva Brigid. “Era uno scrigno consacrato per conservare il Corpo di Cristo e il suo Sangue era un tempio di Dio. Il suo cuore e la sua mente erano un trono di gloria per lo Spirito Santo”.

Conclude: “E’ la profetessa di Cristo, è la regina del Sud; è la Maria dei Gaeli”. Quest’ultimo titolo, “Maria dei Gaeli”, rivela per Bourke, “la menzogna del tentativo moderno di paganizzare la sua memoria. Brigid fu onorata proprio per la sua carità, la sua umiltà, la sua completa consacrazione a Cristo”. Pertanto, mentre il cristianesimo irlandese affronta la sua crisi più grave dai tempi della pena, l’autentica Brigid offre speranza. La sua trasformazione in una dea o in un’icona femminista ha distrutto ciò che l’aveva resa grande. La Chiesa deve custodirla con cura, proteggendola da coloro che vorrebbero spegnerne la vera luce accendendo al suo posto falsi fuochi. Santa Brigida appartiene a Cristo e alla sua Chiesa, non agli ideologi, a coloro che sostengono un’Irlanda post-cristiana. E il messaggio del primate d’Irlanda monsignore Eamon Martin per la Festa di St. Brigida, il 1° febbraio, presso il santuario di Santa Brigida a Faughart, nella contea di Louth, va in questa direzione. Il messaggio sulle beatitudini di St. Brigida non è facile dice monsignor Martin, “Le beatitudini di Gesù sono molto impegnative: capovolgono i valori di questo mondo, affermando che sono i poveri, i perseguitati, i miti, gli umili, i puri di cuore a trovare la vera felicità, piuttosto che i ricchi e i potenti, i forti e gli aggressivi” […] Gesù e Santa Brigida rappresentano un percorso completamente diverso”. […] Santa Brigida è spesso proposta come modello per le donne in Irlanda oggi.

Santa Brigida è certamente un esempio ispiratore del contributo indispensabile che le donne danno alla vita quotidiana e alla missione della Chiesa e della società. Purtroppo, viviamo in un mondo in cui la dignità personale delle donne è troppo spesso minacciata da violenza, abusi, disuguaglianze, maternità surrogata commerciale, pornografia e, ora, dalla manipolazione delle immagini femminili online, dall’ideologia di genere, dalla falsa promessa dell’aborto a richiesta e da altre forme di sfruttamento. […] Papa San Giovanni Paolo II, nella Christifideles Laici (Esortazione apostolica sulla vocazione e la missione dei fedeli laici), – afferma Martin – ha sottolineato che le donne esercitano un ruolo speciale nella missione di Cristo perché «le donne hanno il compito di assicurare la dimensione morale della cultura». Egli ci ha ricordato che Dio ha affidato l’essere umano alle donne, «proprio perché la donna, in virtù della sua peculiare esperienza di maternità, si rivela portatrice di una sensibilità specifica verso la persona umana e tutto ciò che costituisce il suo vero bene, a partire dal valore fondamentale della vita». Oggi afferma il Primate d’Irlanda,

“La Chiesa, e la società in generale, hanno bisogno delle intuizioni e della testimonianza specifiche delle donne – ispirate da Santa Brigida delle Beatitudini – in questioni come la protezione della vita umana; l’assistenza alle persone povere, vulnerabili ed emarginate; la salvaguardia dei bambini, del matrimonio e della famiglia; un’istruzione di qualità e una formazione spirituale nelle nostre scuole e parrocchie; e le migliori pratiche nell’assistenza e nel sostegno a coloro che sono disabili, malati o morenti

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