“Non avevo intenzione di uccidere. Ho sparato perché avevo paura”. Lo ha ribadito oggi al suo difensore, l’avvocato Piero Porciani, l’assistente capo della
Polizia Carmelo Cinturrino, accusato di omicidio volontario per
la morte di Abdherraim Mansouri, il presunto pusher di 28 anni
ucciso durante un’operazione antispaccio lo scorso 26 gennaio a
Rogoredo, alla periferia di MILANO.
Nelle scorse ore il poliziotto si è visto col suo legale,
anche in seguito agli interrogatori dei colleghi che la sera
dell’omicidio erano a Rogoredo e che ora sono indagati per
favoreggiamento e omissione di soccorso. Nel corso del
colloquio, secondo quanto si apprende, non si è parlato
dell’arma, replica di una pistola a salve, trovata vicino alla
vittima. Per la Procura sarebbe stata messa lì successivamente
alla morte del 28enne, mentre Cinturrino ha sempre sostenuto che
Mansouri gliela avrebbe puntata addosso e, per questo motivo,
lui ha reagito.
L’assistente capo, a quanto si è ancora appreso, ha negato di
avere avuto qualunque tipo di rapporto con gli spacciatori della
zona, respingendo la ricostruzione emersa dai verbali degli
interrogatori dei colleghi.

















