Il nuovo collegamento ferroviario tra Novara e l’aeroporto di Malpensa, la cui inaugurazione è prevista per il 1° marzo 2027, rischia di trasformarsi in un’occasione mancata per il territorio del Castanese. A sollevare la questione è un cittadino che, attraverso una segnalazione indirizzata alle istituzioni competenti, chiede di riconsiderare l’organizzazione delle fermate della nuova tratta, affinché non vengano esclusi Turbigo, Castano Primo e Vanzaghello.
Il progetto prevede il collegamento tra Novara Nord e Malpensa Aeroporto, utilizzando parte della linea ferroviaria già esistente Novara-Saronno-Milano e la riattivazione dei binari realizzati in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006, il cosiddetto «baffo» di Busto Arsizio. Il servizio sarà sostanzialmente un prolungamento dell’attuale linea S50 della rete TILO, con un collegamento a cadenza oraria anche verso la Svizzera.
Una novità importante per la mobilità del territorio, ma che, secondo la segnalazione, rischia di lasciare ai margini proprio alcuni Comuni lombardi attraversati dal nuovo servizio ferroviario. Le fermate di Galliate, Ferno-Lonate Pozzolo, Induno Olona, Arcisate e Cantello-Gaggiolo sarebbero infatti mantenute, mentre quelle del Castanese non risulterebbero comprese nel programma.
Una scelta che suscita interrogativi, soprattutto considerando la posizione geografica di quest’area. I Comuni del Castanese, infatti, risentono direttamente della presenza dell’aeroporto di Malpensa, in particolare per quanto riguarda l’impatto acustico e ambientale, senza però poter contare su un collegamento ferroviario diretto con lo scalo. Una situazione resa ancora più complessa dalla chiusura della cosiddetta via Turbighina, importante collegamento per i territori di Turbigo e Nosate.
«Basterebbero cinque minuti in più»
Il nodo della questione sarebbe soprattutto legato ai tempi di percorrenza. Secondo il cittadino, l’inserimento delle tre fermate comporterebbe un aggravio complessivo inferiore ai cinque minuti. Una differenza ritenuta contenuta, anche alla luce degli orari dei treni già circolanti sulla linea R27, che prevedono soste di circa un minuto nelle singole stazioni.
Da qui la richiesta di rivedere la programmazione, evitando che la necessità di garantire tempi di percorrenza competitivi si traduca nell’esclusione di un’intera porzione del territorio lombardo.
La questione non riguarda soltanto i pendolari e i collegamenti con l’aeroporto. Il Castanese si trova infatti nel cuore del Parco Lombardo della Valle del Ticino, un patrimonio naturalistico e ambientale di grande valore, che potrebbe beneficiare di una maggiore accessibilità ferroviaria.
Un collegamento diretto con Malpensa e con la rete internazionale potrebbe favorire l’arrivo di turisti e visitatori, generando nuove opportunità per le attività economiche locali, il comparto ricettivo e la valorizzazione del patrimonio naturalistico. Un’occasione per rendere maggiormente conosciuto un territorio che, pur trovandosi nelle immediate vicinanze di uno dei principali aeroporti internazionali italiani, continua a scontare alcune difficoltà infrastrutturali.
La richiesta rivolta alle istituzioni è dunque quella di un ripensamento, senza scaricare eventuali costi aggiuntivi sui bilanci dei piccoli Comuni interessati. «Questi cinque minuti possono cambiare le sorti di un intero territorio, oramai depresso», scrive il cittadino nella sua segnalazione.
E conclude con un richiamo che racchiude il senso della protesta: «Anche noi siamo italiani e lombardi».













