La Procura di Milano ha disposto il sequestro delle scarpe del tranviere che venerdì era alla guida del TramLink 9 deragliato in viale Vittorio Veneto, causando 2 morti e una cinquantina di feriti, nell’ambito degli accertamenti medico-legali sul piede del 60enne.
P.M., indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose, aveva infatti riferito di aver subito un trauma a inizio turno, circa un’ora prima dell’incidente, quando una carrozzina di una persona disabile gli avrebbe schiacciato l’alluce sinistro durante le operazioni di assistenza per salire in cabina sul tram. Circostanza che sarebbe già stata riscontrata dagli investigatori coordinati dalle pm Elisa Calanducci e Corinna Ferrara con il Procuratore di Milano, Marcello Viola. Proprio l’alluce indicato dall’uomo avrebbe mostrato una contusione importante e tale da far saltare l’unghia del piede.
Il sequestro delle scarpe servirà per provare a cercare ulteriori conferme, ad esempio attraverso i segni lasciati sulle calzature dall’incidente. Oggi intanto è stata sentita dalla polizia locale Flores Calderon, la compagna di Ferdinando Favia, una delle vittime dell’incidente. La donna ha riferito di essersi trovata con Favia in fondo al mezzo di 25 metri e di aver avuto la “percezione” che il TramLink stesse viaggiando “molto veloce” prima che inforcasse la curva a sinistra, non prevista dal tragitto, in via Lazzaretto e deragliasse contro l’edificio all’angolo. Ancora ‘giallo’ invece sulla telecamere interne al mezzo prodotto da Stadler e in particolare su quella puntata sul conducente.
Nella delega ai vigili urbani la Procura ha chiesto di capire se e come mai non siano presenti immagini e se questo possa dipendere da un guasto o dalle normative che vietano la video ripresa dei lavoratori durante il servizio.


















