‘Tarapia tapioco!’ L’immenso Amici Miei di Monicelli compie 50 anni

Era il 27 marzo 1975

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Ci sono film che connotano epoche, imponendo espressioni e mode che restano nella societa’, tramandate di generazione in generazione. E’ il caso di due pellicole uscite esattamente 50 anni fa: ‘Fantozzi’ e ‘Amici miei’, rispettivamente film record d’incassi del 1975 e 1976 con oltre 6 e 7,5 miliardi di lire. Se del primo film, uscito il 27 marzo 1975, si e’ appena festeggiato il cinquantenario, adesso si avviano i preparativi per la festa di mezzo secolo di ‘Amici miei’, uscito nelle sale italiane il 24 ottobre 1975.

La fortuna di quest’ultima pellicola, diretta da Mario Moncelli, e’ legata anche al fatto che sia una commedia moderna al punto che appare ancora oggi fresca e divertente e, sotto molti aspetti, anche attuale. Una pellicola che ha segnato il costume italiano al punto che espressioni come “supercazzola” o “zingarata” siano ormai patrimonio comune di giovani e vecchi (oltre a essere state inserite ufficialmente nel vocabolario Treccani).

Il suo segreto, forse, sta nell’essere un piccolo manuale per rendere la vita meno amara. ‘Amici miei’ e’ uno dei piu’ profondi film sul valore dell’amicizia, che appare come l’unico sentimento in grado di contrastare noia e solitudine. I protagonisti sono cinque amici (Philippe Noiret interpreta il giornalista Giorgio Perozzi; Gastone Moschin e’ l’architetto Rambaldo Melandri; Ugo Tognazzi veste i panni del conte Raffaello Mascetti (in origine ruolo destinato a Marcello Mastroianni e poi a Raimondo Vianello – che rifiutarono – mentre Tognazzi doveva fare quello del giornalista Perozzi); Duilio Del Prete interpreta il barista Guido Necchi; Adolfo Celi e’ il professor Sassaroli) con le loro scorribande infantili e goliardiche nella Firenze degli anni ’70. Regna la messa in scena del lato puerile dell’uomo, ma il film e’ permeato anche dalla consapevolezza che prima o poi tutto finisce.

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