Stazione Vittuone-Arluno: l’accessibilità può attendere (ancora)

Lavori rinviati a dopo il 2029. Doccia fredda per i pendolari del Magentino: la risposta della Regione all'interrogazione di Lisa Noja (Italia Viva) conferma l'assenza di fondi e tempi lunghissimi. Foieni (Italia Viva): "Inaccettabile, servono atti concreti".

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Niente ascensori, niente marciapiedi rialzati e, soprattutto, nessuna certezza prima del 2029. È questo il verdetto emerso dalla risposta della Giunta Regionale all’interrogazione presentata da Lisa Noja, consigliera regionale di Italia Viva – Renew Europe, riguardo alla situazione di inaccessibilità della stazione ferroviaria di Vittuone-Arluno.

La risposta della Regione: “Binari già saturi”
Secondo la Direzione Generale Infrastrutture, gli interventi di riqualificazione sono inseriti nel Piano Integrato Stazioni di RFI, ma solo in un orizzonte di medio-lungo termine. I motivi del ritardo?

Mancanza di fondi: Ad oggi non risultano finanziamenti stanziati.

Cantieri in corso: La linea S6 sarebbe già troppo congestionata da altri lavori per permettere nuove interruzioni del servizio prima del 2029.

Il commento di Mauro Foieni responsabile di zona di Italia Viva: “26 gradini sono una barriera”

Non si è fatta attendere la reazione di Mauro Foieni, presidente di Italia Viva Zona Bareggio e anima dell’iniziativa “Mappami”.

“Questa risposta certifica che la stazione resterà inaccessibile ancora a lungo. Ventisei gradini senza alternative sono una barriera quotidiana per persone con disabilità, anziani e genitori con i passeggini. Non possiamo accettare che tutto venga rimandato a data da destinarsi con semplici segnalazioni informali.”

Le tre direttrici per il futuro:
Per sbloccare lo stallo, Foieni propone un piano d’azione basato su tre pilastri:

– Confronto serrato con RFI: Chiedere a Regione Lombardia di anticipare gli interventi e definire un cronoprogramma pubblico.

– Alleanza tra Comuni: Unire le forze tra Vittuone, Arluno e l’area Ovest milanese per fare massa critica.

– Pianificazione urbana: Estendere il tema dell’accessibilità a tutti gli spazi pubblici, dai marciapiedi agli edifici.

Verso le Olimpiadi 2026: “Un diritto, non un favore”

La battaglia si sposta ora anche sui tavoli romani. È infatti previsto il coinvolgimento del senatore Ivan Scalfarotto per portare il tema delle “stazioni di cintura” in Parlamento.

“Un territorio che guarda a Milano-Cortina 2026 non può permettersi luoghi che escludono i cittadini”, conclude Foieni. “L’accessibilità non è un favore, è un diritto. Continueremo a lavorare perché Vittuone-Arluno sia finalmente una stazione alla portata di tutti.”

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