Tanti addetti ai lavori, anzi nemmeno tutti. Al tirar delle somme: poca gente. Non c’è stato il pienone questa mattina – sabato 28 marzo – al Santuccio di Varese per il secondo appuntamento degli Stati generali del centrodestra in vista del voto del 2027. Una partecipazione minore rispetto alla prima data, quella dell’ospitata di Andrea Delmastro su cui il sindaco Davide Galimberti ha puntato il dito in seguito alle dimissioni post referendum. Mentre pochi giorni fa Vannacci a Varese ha mosso 600 persone.
Vero è che all’Unahotels c’erano persone di altre province, truppe cammellate e semplici curiosi. Ma non si può negare che oggi al Santuccio non c’erano neanche le truppe cammellate. E questo nel centrodestra deve aprire una riflessione: al centro del dibattito ci sono state le idee, ma se non c’è il coinvolgimento della gente le elezioni difficilmente si vincono.
Varese e la cultura
Ad aprire i lavori gli esponenti varesini dei cinque partiti organizzatori: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e Lombardia Ideale. Prima di sei diversi panel, che hanno visto alternarsi sul palco rappresentanti politici e del mondo economico e culturale del territorio. Nel primo giro di voci il focus è stato proprio sulla cultura, con gli interventi di Filippo De Sanctis (direttore Teatro di Varese), Anna Bernardini (già direttrice di Villa Panza), il regista di Andrea Chiodi, l’agronomo – ed ex vicesindaco – Daniele Zanzi e l’assessore regionale alla cultura Francesca Caruso. Che ha riflettuto sulle potenzialità della città capoluogo (qui sotto l’intervista). «Credo che Varese debba allargare un po’ la prospettiva e portare avanti le risorse che la Regione ha messo in campo».
Dal Comune all’Europa
Più di stampo politico i panel che hanno visto protagonisti rispettivamente i rappresentanti del centrodestra attivi in ambito amministrativo ai vari livelli istituzionali: dal Comune alla Provincia fino a Regione e Parlamento europeo. Spazio anche per una frecciatina interna, come quella lanciata dal consigliere provinciale Sergio Ghiringhelli verso Forza Italia, proprio mentre al suo fianco sedeva il vicepresidente Giacomo Iametti. «Non si può stare nel centrodestra a livello nazionale e locale e poi governare in Provincia con il Pd. È una cosa che io non sopporto più e che può minare anche gli accordi per Varese». A buttare acqua sul fuoco il vicesegretario regionale degli Azzurri, Giuseppe Taldone. «In Provincia c’è un’anomalia – ha detto – ma non è così solo a Varese». Delle ambizioni europee della città ha parlato il sottosegretario alle relazioni internazionali di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo. «Varese si trova oggi a un bivio: restare prigioniera dei fasti di un passato ricco ma fermo nel tempo, oppure scegliere di diventare una vera città europea, aprendosi agli stimoli e alle opportunità che arrivano dall’esterno. Negli ultimi anni ha perso popolazione, imprese e attrattività: segnali che non possiamo permetterci di ignorare». Mentre Isabella Tovaglieri, europarlamentare leghista, ha contestato le politiche del centrosinistra a Varese. «Scelte ideologiche come le piste ciclabili pericolose».
Università e commercio
Tra i temi affrontati anche il ruolo dell’università, con il presidente della Camera di Commercio Mauro Vitiello che ha rivendicato la scelta di aver voluto personalmente la facoltà di giurisprudenza dell’Insubria nella sede di piazza Monte Grappa: proprio lunedì sarà siglato l’accordo ufficiale. Per la docente dell’ateneo varesino Francesca Ferrari l’obiettivo è «avere non un’università in città ma una città universitaria». Mentre parlando di attrattività e commercio il presidente della Società ciclistica Binda Renzo Oldani ha usato una metafora ciclistica per insistere sul fatto che Varese deve fare squadra. «Ognuno racconta la sua storia ma non raccontiamo una storia unica. Bisogna fare gruppo: non vedo tanto entusiasmo». Anche Antonio Besacchi, presidente di Ascom Varese, ha insistito sulla sinergia tra le diverse realtà cittadine. «Bisogna restituire a Varese il posto che le spetta come capoluogo: dobbiamo remare tutti nella stessa direzione». Prima della chiusura i commenti dei segretari cittadini dei cinque partiti, che hanno ringraziato i presenti per i contributi. Stefano Clerici di Lombardia Ideale ha ribadito la necessità di scegliere presto il candidato già espressa un mese fa dal governatore Attilio Fontana, presente anche oggi ma solo come uditore in ultima fila. «Siamo pronti ad affrontare la difficilissima sfida del 2027. Veniamo da 10 anni pesantissimi di opposizione rispetto a un sindaco che è stato scaltro ad allargare oltre il centrosinistra e andando a portare via un elettorato da casa nostra. Dobbiamo porci dei limiti temporali sulla scelta del candidato sindaco perché la gente ce lo sta chiedendo quotidianamente. Dobbiamo decidere in fretta».
Varese polso del nord
In chiusura gli interventi degli esponenti politici a livello regionale e nazionale (qui sotto le interviste video): Maria Cristina Cantù, parlamentare della Lega; Alessandro Sorte, coordinatore regionale di Forza Italia; Andrea Tremaglia, vicecoordinatore regionale di Fratelli d’Italia e Mariastella Gelmini, coordinatrice enti locali di Noi Moderati. «Il primo grande sforzo lo deve fare il locale – ha detto Tremaglia in merito al candidato sindaco – se avete un nome domattina nessuno fa passare sei mesi prima del via libera. Se invece ci sono più nomi bisogna coinvolgere i vari livelli più alti». Anche Gelmini si è espressa sul candidato. «È importante scegliere il candidato migliore non legato all’appartenenza ma alla possibilità di vincere. E anche scegliere per tempo». E poi sull’importanza di Varese per il centrodestra. «Una città che è un po’ il polso del sentire del nord. È importante ripartire da Varese: il centrodestra deve imparare anche a vincere nei capoluoghi».
C’è anche Civati
Nel pubblico c’era anche Carmine Gorrasi, già avvistato settimana scorsa alle Ville Ponti. Ma la vera sorpresa è stata la presenza dell’assessore ai lavori pubblici del Comune di Varese Andrea Civati, che si è fermato per qualche minuto all’inizio della mattinata, per poi spostarsi dall’altro lato di via Sacco per il workshop sul Pgt. Prima dell’inizio dei lavori ha scambiato quattro chiacchiere con il presidente della Camera di Commercio Mauro Vitiello (nella foto) parlando dell’albergo alle Ville Ponti. E poi ha pubblicato un video sui social per spiegare il perché della sua presenza. «Ascoltare la città: oggi sono venuto al convegno del centrodestra anche per fare questo. Idee diverse dalle mie, ma credo che sia importante ascoltarle tutte. Prendersi cura della nostra città richiede ascolto e confronto con tutti».
Nella foto in evidenza l’ultimo panel con gli esponenti regionali e nazionali: al microfono Mariastella Gelmini
(contenuto tratto dal sito partner Malpensa 24 GRUPPO ISENI EDITORI)

















