SANREMO – Martedì due Marzo 2021, alle 20.51, dal Teatro Ariston in San Remo, è iniziata la 71esima edizione del Festival della canzone italiana. Erano due anni che non assistevo alla prima puntata, erano due anni che non vedevo il festival. Abbiamo litigato nel 2019, perché, suo malgrado, è stato spettatore incolpevole di uno degli episodi peggiori della mia vita.
Non sono riuscita a perdonarlo prima, ma stasera sono tornata, abbiamo fatto pace, e sono emozionata come non mai.
Non sapevo di essere pronta, quindi non ho indossato il tradizionale abito da sera, ma ho preparato l’allestimento delle grandi occasioni, candele accese, lucine sullo sfondo e, direttamente dal mio divano, ho cominciato a guardare, ed a scrivere, le parole fluivano spontanee sul pc.
Nero, in sottofondo le voci dei conduttori, ed in un istante si illumina una futuristica sensazionale scenografia esagonale, che lascia spazio all’inquadratura dell’orchestra ed in cima alle scale, Amadeus, si accinge a condurre la prima serata di una settimana davvero cruciale.
In una lettera aperta al suo pubblico, il presentatore dice che mai avrebbe pensato sarebbe stato possibile fare il Festival, che dedica al Paese reale, che sta cercando di ritrovarsi, avendo scoperto che la normalità è una cosa straordinaria.
Cambio di inquadrature ed al centro del palco appare, la sua nemesi. Avvolto in un gigantesco mantello cosparso di fiori, Rosario Fiorello, rossetto nero, smalto sulle unghie, occhiali da sole, con un outfit degno di Achille Lauro, si esibisce nella versione glam rock di Grazie dei fiori, il brano di Nilla Pizzi che vinse la prima edizione della kermesse nel 1951.
Un mattatore, un visionario, perfetto contraltare dell’istituzionale Amadeus, Fiorello parte con un monologo coinvolgente, che riesce a sopperire alla mancanza di pubblico, l’unico in grado di riempire un teatro deserto.
Più volte durante la serata verranno citate le 75 pagine del cts che normano la sicurezza al Festival, ma la bravura dei conduttori, il rivolgersi di Rosario direttamente alle poltrone del teatro, gli applausi e le risate dell’orchestra colmano quel vuoto.
E l’inizio dello spettacolo risulta ancora più emozionante.
Al via la sfida delle nuove proposte, supportata dal televoto da casa, che vede passare il turno la splendida ballata di Folcast, per cui ha diretto l’orchestra Rodrigo D’Erasmo degli Afterhours, ed il brano folk di Gaudiano.
E per introdurre la vera e propria gara tra i big, appare un0immagine, la vittoria di Diodato, lo scorso anno, celebrato stretto nell’abbraccio tra i due conduttori, quello che Amadeus definirà l’ultimo momento di serenità del 2020, dove tutti eravamo inconsapevoli di quanto sarebbe accaduto, di lì a poco.
Svariati i momenti della serata in cui i conduttori faranno accenno alla pandemia, come l’apparizione sul palco di Alessia, la giovane infermiera divenuta celebre per il selfie sui social con il viso deturpato dalla mascherina e dai presidi di sicurezza dopo 15 ore di massacrante turno in reparto.
Ma mai, in nessuna occasione, si è sfociati nel populismo o nella banalità, ogni accenno è stato fatto con la giusta serietà, con rispetto ma anche con una netta volontà di portare speranza nelle case degli italiani, raccolti ancora una volta davanti al focolare domestico, alla tv, ed al festivàl della canzone.
Zlatan Ibrahimovic, fuoriclasse del calcio in una inusuale veste comica e Matilde De Angelis, una giovane attrice italiana, celebre ad Hollywood, dopo aver partecipato alla serie tv The Undoing, si alterneranno nel presentare i cantanti.
Lei brillante e davvero capace, avrebbe solo potuto fare di più (come il titolo del brano di Arisa) nel look, ma ha lasciato tutti a bocca aperta sia per la sua capacità recitativa (il monologo del bacio è risultato illuminante) sia per le doti canore nel duetto con Fiorello.
Una strepitosa Loredana Bertè, infiamma i cuori dell’orchestra e di tutto il pubblico da casa, con un medley dei suoi brani più celebri e con la dimostrazione che non esiste un’età per portare le gonne corte, se si hanno gambe belle come le sue.
Si esibisce con un paio di décolleté rosse di vernice, sul palco davanti a lei, simbolo della lotta alla violenza delle donne per cui palesa quello che dovrebbe diventare un motto: al primo schiaffo, devi denunciare.
Tra un brano e l’altro in gara, Achille Lauro, nella sua performance più originale, piange addirittura sangue. Un giovane David Bowie, con piume di struzzo rosa, paillettes, parrucca e trucco azzurri, ed unghie lunghe come artigli.
“Sono la solitudine nascosta in un costume da palcoscenico”, dice, “esistere è essere, essere è diritto di ognuno”.
Ed a seguire, commosso l’omaggio a Claudio Coccoluto, mito incontrastato della musica, primo dj italiano a diventare celebre in tutto il mondo, scomparso da pochissimo.
11,1 milioni di italiani hanno seguito la prima serata, con una leggera flessione dello share rispetto allo scorso anno, avrà avuto ragione Amadeus ad aver pronosticato, durante i festeggiamenti a Diodato, lo scorso anno, che non avrebbero dovuto ripetere l’esperienza?
Lo scopriremo solo nel corso della settimana. Nel frattempo sul podio provvisorio dei big Annalisa, Noemi e Fasma dominano la classifica.
Non ci resta che aspettare questa sera, per il proseguo di questa avventura, a cui Irama ha dovuto dire addio a fronte della quarantena per un suo collaboratore positivo.
Che sia la quiete prima della tempesta, lo svago prima della zona rossa? Spero di non essere profetica ma lo scopriremo solo vivendo.
Emanuela Arcidiacono






