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Salone del Mobile a Rho: settore da 68mila imprese e 56 miliardi di euro

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RHO – Un comparto da 68mila imprese – pari al 14,9 per cento del totale manifatturiero – 298mila addetti – pari all’otto per cento del totale – un fatturato alla produzione di 56,5 miliardi di euro – pari al 4,6 per cento totale – e un incremento del 12,6 per cento rispetto al 2021.

A dirlo sono i Consuntivi elaborati dal Centro Studi FederlegnoArredo che confermano come, nonostante anche il 2022 sia stato un anno di incertezze e instabilita’ geopolitica, le imprese del legno-arredo hanno saputo affrontare questi mesi con determinazione guardando al 2023 come a un anno di stabilizzazione. Il fatturato alla produzione della filiera e’ cresciuto del 12,6 per cento, passando dai 43,2 del 2019, agli attuali 56,5. Il +12,6 per cento e’ la sintesi di un +12,2 per cento delle vendite Italia (35,6 miliardi di euro) e di un +13,3 per cento delle esportazioni (21 miliardi di euro) che rappresentano il 37 per cento delle vendite totali. Nello specifico il fatturato del Macrosistema Arredamento (circa 29 miliardi di euro) registra un +11 per cento.

L’export della filiera (21 miliardi) con una crescita del 13,3 per cento e’ stato trainato soprattutto dagli Stati Uniti, (+25,7 per cento) che sono diventati la seconda destinazione davanti alla Germania (+9,7 per cento) e dopo la Francia (+9,5 per cento). La mappatura dell’export dell’Macrosistema Arredamento vede ancora la Francia confermarsi – con il suo 16 per cento del totale – il primo Paese con 2,4 miliardi di fatturato e un 8 per cento di crescita. Seguono gli Stati Uniti che, con un export di circa 1,9 miliardi e una variazione del +25,5 per cento, si confermano la seconda destinazione con una crescita pari a 380 milioni. Terza destinazione la Germania (1,4 miliardi, +5,3 per cento), seguita da Regno Unito (799 milioni, +8,9 per cento) e Svizzera (728 milioni;+14,7 per cento). La Cina resta stabile al settimo posto con un incremento molto contenuto, pari al +2,1 per cento. Da segnalare con 290 milioni di euro e -24,2 per cento l’uscita della Russia dalla top ten, cui subentrano gli Emirati Arabi Uniti con 313 milioni e un +31,6 per cento

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