Rombo di Tuono, un colpo al cuore.. e l’Alfa Romeo. Di Massimo Colombo

Il nostro nuovo acquisto Max Colombo, giornalista di lungo corso, nonchè super tifoso nerazzurro, presidente dell'Inter club Legnano 'Nicola Berti', ricorda alla sua maniera il grande Gigi Riva.. e il suo amore per l'Alfa Romeo

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“Rombo di tuono” non c’è più. Una pugnalata al cuore. Un cuore di bambino. Affascinato dalla sua bravura. 1970, quinta elementare. Non capivo. Lui legnanese d’adozione e giocatore del Legnano, come potesse allibire il mondo tirando nel Cagliari. Invece che nella mia Inter. Mi piaceva da morire. Lo invidiavo perché lui era mancino e io no. Ma c’era la Nazionale. E allora diventava un po’ anche mio, quasi come se giocasse nell’Inter, con la maglia nerazzurra, insieme a Mazzola.

Quando giocava nel Legnano, ero troppo piccolo per andarlo a vedere. Ma appena ha lasciato la maglia lilla, per entrare nel giro che conta, laggiù a Cagliari, qui in città si respirava il suo profumo. Non c’era neanche bisogno di averlo visto. Perchè era come se lo avessimo visto sempre. Uno dei nostri insomma. Per sempre.

Ho avuto la fortuna di conoscerlo, per caso. Anche se, come dicono gli americani, nothing happens by chance, nulla succede per caso. Tanti anni dopo quel 1970. Forse 15 o 16, ai tempi della “Milano da bere”. Un giorno, di pomeriggio, a primavera, scendo per dieci minuti dalla redazione de Il Giornale, in via Gaetano Negri. Lo storico palazzo si trovava proprio tra il Cordusio e piazza Affari, dove si trova ancora oggi. Non è cambiato. Ma è cambiato tutto il resto. A cominciare dal mestiere di giornalista.
Faceva già caldo. Non erano ancora le 15.

Così, prima che il turbinio della cronaca ci rapisse, su nel grande open space – come si diceva già allora – al quinto piano, sono sceso giù al bar per il solito caffè, giusto all’angolo di via Negri con via Santa Maria Segreta, se la memoria non mi frega. Non fu il solito caffè. Al banco c’era lui, Rombo di Tuono, che si beveva il suo. Mi sono avvicinato. Lui, gentilissimo nella sua riservatezza, mi ha dato retta.

Ci siamo rivisti tante altre volte. Per quel caffè. Sempre lì. Sempre a quell’ora. Lui sempre gentile e riservato. Io sempre affascinato da quell’uomo schivo e amorevole, diventato mito. Si chiacchierava amabilmente, parlando del più e del meno. Anche dell’altra, cocente passione che ci univa, oltre al caffè. L’amore per l’Alfa. Le foto scattate con la sua meravigliosa Montreal rosso fuoco, al circuito privato dell’Alfa Romeo a Balocco, vicino a Vercelli, facevano il giro del mondo.
Poi, come l’avevo “casualmente” incontrato, caffè dopo caffè, un giorno l’ho perduto. Senza che la casualità e la fortuna me lo facessero ritrovare. Una volta ancora.

Ciao Gigi. Un uomo semplice, Come tutti i grandi. Un uomo buono, Come tutti i semplici. Un esempio da seguire. In questo mare nero di ignoranza. Un altro campione di umanità che ci lascia un po’ più soli. Ti seguirò ovunque sarai. Nelle praterie del Cielo.

Massimo Colombo

Nelle foto Gigi Riva con la sua Montreal, a Balocco (VC), circuito privato dell’Alfa Romeo.

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