RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
ROBECCO L’Housing Sociale, ovvero Edilizia Residenziale Sociale, è un intervento urbanistico che tende a rispondere ad una duplice funzione: abitazione e sostenibilità dei costi di locazione, con particolare attenzione alle giovani coppie e alle famiglie che non riescono ad accedere al mercato privato. In Lombardia, in particolare, l’Housing Sociale non è una novità e vi sono ormai diversi casi anche nella nostra zona, unendo obiettivi sociali e istituzionali dei vari interlocutori quali Regione Lombardia, ANCI Lombardia, Fondazione Housing Sociale e Fondazione Cariplo. Queste istituzioni collaborano attraverso una condivisione di risorse pubbliche e private alla realizzazione degli interventi.
A Robecco, nel passato, si è costruito molto attraverso l’Edilizia Economico Popolare, mutuata dalla legge 167, attraverso le cooperative quasi sempre targate A.C.L.I., alcune volte in modo discutibile, sia dal punto di vista urbanistico sia per i costi a carico della collettività. Naturalmente la proposta dell’Housing Sociale supera quel vecchio modo di costruire, con una nuova concezione tendente a contribuire a ridurre il disagio, legando la rigenerazione urbanistica a quella fatta di relazioni. Infatti, si punta molto, attraverso questi progetti, ad attirare soprattutto le giovani coppie anche dalla grande città. Tutti sappiamo ormai come questa possibilità è, oltre che auspicata, necessaria per il futuro di qualsiasi comunità.

Il nostro Comune sta tentando di vendere a prezzi di mercato il terreno dell’ex discarica di via Pietrasanta, situato oltretutto in un’ottima posizione. La vendita era inizialmente finalizzata a fare cassa e, cosa ancora più grave, usare i soldi per opere di manutenzione come evidenziato in un bilancio triennale delle opere pubbliche. Siamo già intervenuti su questo argomento dichiarando come fosse economicamente errato usare i soldi rivenienti da una vendita straordinaria per la manutenzione ordinaria (per questa ci sono i mutui), depauperando così il patrimonio del Comune (i soldi della vendita dovrebbero essere reimpiegati per investimenti come potrebbe essere, ad esempio, il completamento del Palazzetto dello Sport o polifunzionale).
Ebbene, noi riteniamo che quel terreno non possa e non debba dare adito ad un’ulteriore speculazione edilizia tout court ma essere finalizzato alla costruzione di un’Edilizia Sociale come sopra prospettata, con lo scopo di far rinascere un buon vicinato (es. ricreare la struttura del cortile lombardo con tutto il suo insieme di servizi collettivi utili a creare socialità). Naturalmente sarà portata avanti con il controllo dell’istituzione comunale e da persone competenti con le capacità, l’esperienza e soprattutto con le nuove tecnologie. In questo progetto potrebbero rientrare, a scomputo dell’incasso della vendita da parte del Comune, anche alcune soluzioni per giovani coppie e per il Dopo Di Noi, per il proseguimento di una vita autonoma (disabilità non significa più solo assistenza ma intreccio tra più ambiti).
Un Comune non può vendere tanto per vendere, ma deve finalizzare la stessa a scopi nobili, oltre che utili per la collettività. I mezzi ci sono, le possibilità pure, perché da altre parti lo hanno fatto e lo stanno facendo con ottimi risultati, e allora perché da noi no? Forse è troppo impegnativo ma in comune e soprattutto nel gruppo di maggioranza non mancano certo capacità e voglia di fare, doti che caratterizzano principalmente i giovani, che fortunatamente nella maggioranza non mancano.
ROBECCO FUTURA

