Difendere il budget della Politica agricola comune, evitare penalizzazioni per le aree più produttive e riconoscere pienamente il ruolo delle Regioni nella governance.
Sono queste le proposte che la Regione Lombardia ha portato a Bruxelles nel corso di una missione istituzionale guidata dal presidente Attilio Fontana in vista della riforma della Pac post 2027.
La Lombardia, viene sottolineato in una nota, “rischia di essere tra le più penalizzate da un eventuale ridimensionamento della Pac” e da criteri di riparto “non calibrati” sulla reale capacitĆ produttiva. In particolare, i meccanismi che uniformano i pagamenti per ettaro o privilegiano esclusivamente le aree
meno sviluppate “potrebbero ampliare il divario competitivo”.
“Non possiamo accettare ulteriori tagli” commenta l’assessore all’Agricoltura Alessandro Beduschi. Tra le richieste principali della missione, a cui ha partecipato anche il sottosegretario regionale con delega alle Relazioni europee Raffaele Cattaneo, c’ĆØ il mantenimento di un budget Pac autonomo almeno ai livelli attuali, indicizzato all’inflazione reale, e il rifiuto dell’ipotesi di fusione in un fondo unico con altre politiche europee.
Altro punto centrale ĆØ l’esigenza di una transizione ecologica “misurabile e non ideologica” con la Lombardia che propone “strumenti basati sui risultati – riduzione delle emissioni, efficienza nell’uso di acqua e nutrienti – piuttosto che su vincoli standardizzati che rischiano di penalizzare le
aziende più strutturate”.
Sul piano della governance, la Lombardia esprime “forte preoccupazione” per il rischio di accentramento legato ai Piani nazionali unici e la richiesta ĆØ quella di “mantenere una programmazione regionale dello sviluppo rurale e riconoscere le Regioni come co-decisori nella gestione delle risorse”.


















