― pubblicità ―

Dall'archivio:

Progetto Magenta punta sulla partecipazione e dà la parola ai diversi mondi della città

+ Segui Ticino Notizie

Ricevi le notizie prima di tutti e rimani aggiornato su quello che offre il territorio in cui vivi.

Attenzione: questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie.

Potrebbe contenere informazioni obsolete o visioni da contestualizzare rispetto alla data di pubblicazione.

MAGENTA – Una città che deve rinascere, una città che deve ritrovarsi. Ma che lo può fare solo insieme, attingendo ai suoi mondi vitali e rendendoli protagonisti sul serio.
Questo il metodo messo in campo da Silvia Minardi e dalla sua Civica per la prima uscita di oggi in Casa Giacobbe, sotto la supervisione di Marco Marturano, esperto di comunicazione pubblica e politica e regista della campagna elettorale di Progetto Magenta.

Senz’altro c’era una certa curiosità rispetto a come sarebbe stata impostata questa mattinata di lavori. Il metodo, va detto, adottato è stato l’unico coerente con il percorso tracciato dalla civica in questi anni: dare la parola ai cittadini. Scandagliando le diverse anime di Magenta che, verosimilmente, così come ovunque, sono state scosse pesantemente dall’emergenza Covid. Da qui l’idea di partire in primis dal sociale. Gabriella Cellamare e Paola Puricelli hanno potuto portare la loro testimonianza sul campo. Di chi attraverso Caritas,  San Vincenzo, e le altre realtà del mondo del volontariato hanno un osservatorio privilegiato rispetto al mare del bisogno. Che anche a Magenta purtroppo è cresciuto.  Se da un lato il Covid ha quasi obbligato alla costruzione di una rete ancor piu’ forte, dall’altro lato – hanno evidenziato le due volontarie – ci sarebbe bisogno di un’interlocuzione piu’ forte (reale) con le Istituzioni. 

Da qui anche la conseguenze proposta della candidata Sindaco di un tavolo permanente per questa emergenza che dovrà essere gestita alla stregua di un ‘Piano Marshall’ anche per la fase post pandemica.

L’altro grande malato di Magenta – e qui il Covid c’entra fino ad un certo punto – è indubbiamente il commercio. Le testimonianze di Susanna Testa e Carlo Ronzio, commercianti di due vie del centro storico sono lì a mettere il dito in una piaga aperta da troppo tempo. Desertificazione commerciale e vittoria (presunta) dei ‘Non luoghi’ – per citare Marc Augè – ma non solo. Perché non è sempre e solo colpa dei centri commerciali se a Magenta le serrande si abbassano e magari altrove c’è qualche segnale che va in controtendenza. Il tema della bellezza, di una città tenuta in ordine e accogliente è tornato come un mantra.

Così come quello di piazza Mercato percepita da tanti, troppi, come una landa desolata, benché se fosse sistemata in un certo modo anche dal punto di vista della sicurezza, molto potrebbe incidere per poter risolvere quanto meno la questione parcheggi e viabilità.

La parola d’ordine tra gli ‘intervistati’ è stata lassismo. Anche rispetto a quelle piccole, grandi cose che spesso – special modo in questi tempi di vacche magre – possono fare la differenza. L’illuminazione, il decoro urbano che fanno rima con sicurezza. Come evidenziato da Lydra  Arkaxhiu, oggi affermata professionista ed ex alunna della Prof. Minardi ben 30 anni fa ! “Magenta non è certo il Bronx, ma il bello porta il bello e allora come è possibile avere un parcheggio in uno stato di degrado totale a pochi passi di un teatro come il Lirico che è tra i piu’ apprezzati di tutta la provincia e non solo?”. Silvia Minardi ha parlato di ‘stile amministrativo’.

“Con Piazza Formenti  che deve tornare a dialogare con la città, ascoltandola e non assumendo decisioni che sono in aperto contrasto con il volere dei Magentini”. A questo proposito, la Prof.ssa ha portato due esempi eclatanti: “La progettazione di via Garibaldi rispetto alla quale la Giunta non ha ascoltato molti dei residenti e commercianti, così come la decisione di mettere il parcheggio di via Alcide De Gasperi a pagamento per tenere in piedi ASM… (decisione presa dall’allora Giunta Invernizzi)”.

“Purtroppo  – ha continuato Minardi – sono situazioni sotto gli occhi di tutti, così come il degrado che oggi connota quell’autosilo”. Quindi, la sicurezza che deve passare dall’organizzazione di un ‘terzo turno’ che può diventare realtà convogliando qui le risorse finora destinate ad un ‘Patto locale sovracomunale’ che rischia di essere uno spot piu’ che altro. La fiscalità locale per sostenere soprattutto i giovani imprenditori e il welfare che resta la priorità.

“Noi siamo l’alternativa vera – ha ripetuto – noi non siamo contro i partiti ma riteniamo che oggi serva un civismo vero, non certo quello di una ‘lista farlocca’” (PS ogni riferimento alla civica che sostiene Enzo Salvaggio non è puramente casuale).

Infine la grande novità (di cui parliamo in un articolo a parte) della seconda lista che farà così diventare Progetto Magenta una coalizione a tutti gli effetti e in chiosa l’appello forte a quelli che l’altra volta sono stati a casa. Qui c’è una prateria sterminata da conquistare e la Minardi è determinata a prendersi una bella fetta. 

 

Fabrizio Valenti

 

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

■ Prima Pagina di Oggi