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Silvia Minardi e Progetto: “Siamo contro l’arroganza di Paolo Razzano già mandato a casa dai Magentini”

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MAGENTA – “Tutti sanno che Silvia non ha nè voglia, né tempo per fare il Sindaco. Lo fa per testimonianza”. Sono bastate queste parole, diciamolo pure un po’ arroganti, con cui il dirigente del PD Paolo Razzano ha risposto in un’intervista pubblicata da un settimanale locale, per scatenare la reazione della Minardi. Che evidentemente non ci sta a passare per quella che continua ‘a fare testimonianza politica”.

“Questa simpatica frase di uno che magari di età sarebbe anche giovane ma, come il suo candidato sindaco, ha una cultura e una storia politica alquanto antica. Di quella cultura politica fa purtroppo parte sia l’arroganza che la cattiva abitudine a diffamare le persone che, nella loro logica, vanno eliminate.
Questa frase non è solo una balla grande come una casa per provare a diffondere la sua vergognosa mistificazione, ma ha tutta la malevola arroganza di chi pensa di potersi ergere dall’alto in basso su tutti i magentini e decidere lui per loro.
È quello che ha sempre fatto anche quando lui e Salvaggio erano insieme gli alleati e i detrattori di  Marco Invernizzi e oggi ne vogliono riportare in comune gli stessi progetti e metodi. Sempre dall’alto in basso.
Grazie a questo esempio per aver ricordato a tutti perché i magentini li hanno bocciati tutti e tre e sono prontissimi a rifarlo”.

Durissima la replica di Minardi che ha due fondi di verità almeno parziali: il primo, che il centrosinistra è stato sonoramente mandato a casa dai Magentini, il secondo è che indubbiamente all’epoca dell’Amministrazione di Marco Invernizzi, c’era stata più di una fibrillazione interna alla Giunta diciamo per il ‘modus operandi’ di Marco. Che da queste colonne, più volte abbiamo definito il più “impolitico” dei recenti Sindaci di Magenta. Ma la politica “pretende” dei riti e delle modalità di agire che Marco, anche per sua inesperienza non conosceva affatto.
 

Non è un caso e lo scriviamo con grande rispetto dell’ottimo professionista che sta facendo una brillante carriera, che dentro all’organigramma della macchina amministrativa, all’epoca venne chiamato in fretta e furia, un ‘top player’ come Luca La Camera (che avrebbe fatto molto comodo anche a Chiara Calati ndr), perchè a Palazzo Formenti, non funzionava tutto benissimo….

Più volte dagli spifferi delle porte del Palazzo comunale e grazie ai vari rumors, arrivava voce che proprio La Camera insieme alla coppia Razzano-Salvaggio, “vicariassero” al ruolo del Sindaco…

.Insomma, se è pacifico che ormai tra Razzano e Minardi, i rapporti siano ai minimi storici, è altrettanto vero che nelle reazioni piccate di Silvia Minardi, troviamo dati oggettivi, a parer nostro innegabili. La politica è anche “una guerra sporca” – oggi più che mai un termine da adoperare in chiave metaforica – e per vincere bisogna usare tutto.

Anche se a volte basta ricordare fatti storici realmente accaduti nel recente passato…

F.V.

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